Castel di Sangro pronta ad accogliere il Napoli. Parte ufficialmente la stagione 2020-2021

Castel di Sangro pronta ad accogliere il Napoli. Parte ufficialmente la stagione 2020-2021

Dopo sette stagioni in Trentino, il Napoli 2020-2021 prenderà forma a Castel di Sangro. In Abruzzo tanti nodi da sciogliere: tante cessioni in vista ed un futuro ancora difficile da delineare


Il campo del Castel di Sangro, sede del ritiro azzurro

NAPOLI – Neppure due settimane or sono s’imprecava, in preda alla delusione, per l’eliminazione del Napoli in Champions League per mano del Barcelona. Giusto il tempo di un paio di settimane di vacanza e rieccoci pronti all’apertura della stagione 2020-2021.

La squadra partenopea si è radunata al San Paolo, pronta a partire per Castel di Sangro, alla prima stagione da “ospitante” del ritiro azzurro: dopo sette anni una cornice diversa dallo spettacolo dalla Val di Sole e dalla splendida catena dolomitica che abbraccia Dimaro.

Una stagione che parte all’insegna della miriade di dubbi che aleggia tutt’intorno alla squadra di De Laurentiis; dopo una stagione tra qualche luce (vittoria coppa Italia e passaggio di turno in Champions) e tante ombre (campionato disastroso, cambio di allenatore, ammutinamento della squadra, campagna acquisti sbagliata, eliminazione con rimpianti contro il Barcelona) sono ancora tanti i nodi da sciogliere.

E neppure nodi di poco conto, a partire dalla gestione delle cessioni. Si sa da settimane la lista dei calciatori pronti a lasciare Napoli e si tratta di nomi grossi: da Allan a Ghoulam, da Milik a Koulibaly, passando per Callejon che ha già smesso la casacca azzurra. Cessioni importanti che aprono al Napoli la strada della rivoluzione, inevitabile dopo una stagione così particolare.

Il vero problema è la ristrettezza dei tempi con i quali la nuova stagione andrà ad iniziare. Il 19 Settembre non è così lontano e sarebbe stata cosa buona e giusta iniziare il ritiro con qualche trattativa già definita, in modo da permettere a mister Gattuso di lavorare con una buona parte del gruppo con il quale dovrà lavorare per tutto l’anno, in attesa poi di integrare e/o sfoltire la rosa con il passare dei giorni.

D’altro canto, è comprensibile anche la titubanza del Napoli nelle sue azioni, da una parte la necessità di monetizzare al meglio le cessioni eccellenti, dall’altra la volontà di non sbagliare i nomi che andranno a rimpiazzarle. Non si può correre il rischio di sbagliare come successo la scorsa estate: ovviamente nessuno poteva prevedere che l’acquisto di uno dei migliori difensori centrali della Serie A, Kostas Manolas avrebbe clamorosamente steccato, così come ci si sarebbe aspettato tantissimo di più da Lozano, pagato un botto ma vittima, povero lui, di una serie di equivoci tattici che ne hanno limitato fortemente il rendimento.

Sul libro mastro dei conti, i due nomi succitati pesano quasi 80 milioni di soli cartellini, cifra sproporzionata rispetto alle risposte avute dal campo. Col senno di poi è facile ragionare, ma è innegabile che al momento delle firme di questi due calciatori, a nessuno è dispiaciuto; per intenderci, la stagione insufficiente del Napoli non va addebbitata al solo rendimento di Manolas e Lozano, Ci mancherebbe.

Non va dimenticato che un passo importante è stato comunque compiuto. Victor Osimhen sarà il nuovo attaccante del Napoli, un acquisto quasi “a scatola chiusa”, dopo una buonissima stagione in Ligue 1, nonostante la clampatura dovuta al CoVid. E nemmeno gli acquisti fatti a Gennaio, ma utilizzabili solo da questa stagione, Petagna e Rahmani. Insomma, qualcosa si è fatto, ma molto di più andrà fatto per garantire un Napoli nuovamente competitivo.

Ma quali sono le ambizioni di questo nuovo Napoli pronto a sorgere? Sicuramente non lo Scudetto. Siamo sinceri e, allo stesso tempo, dolenti nell’ammettere che gli azzurri sono indietro rispetto alla Juventus e scavalcati nelle gerarchie di forza del campionato anche dall’Inter. Sicuramente, l’obiettivo più verosimile è il raggiungimento di una posizione Champions, quindi giocarsi gli altri due posti (a meno di crolli clamorosi di nerazzurri e bianconeri) con le varie Lazio, Atalanta, Milan e Roma.

Un target sicuramente più nelle corde per una squadra che sarà rivoltata come un calzino ma che, in questi mesi, ha (ri)trovato un’idea di gruppo ed un abbozzo di identità di gioco grazie al lavoro di Gattuso, che ha lavorato con grande abilità sull’aspetto mentale della squadra, portandola lontana dal ciglio del baratro dove si era pericolosamente affacciata e portandola addirittura alla vittoria di trofeo.

Complimenti a Gattuso, ma una buona stagione passerà anche attraverso il salto di qualità del suo mister. Ottimo sotto l’aspetto psicologico e sull’impatto morale che ha avuto sui ragazzi, il mister di Schiavonea è stato furbo ed intelligente nel proporre nuovamente il Napoli nella sua veste più efficace: il 4-3-3 ha portato ha ridato alla squadra una parte di quelle sicurezze perse a causa dei magheggi tattici di Ancelotti.

Nonostante tutto, il Napoli ha mostrato limiti enormi nell’efficacia sotto porta, nella fase difensiva e nella personalità di calciatori reputati fondamentali per lo sviluppo del gioco. L’evoluzione di Gattuso passerà per la correzione di questi difetti, accompagnati dalla crescita dei singoli elementi e il recupero di quell’identità di gioco, solo due stagioni fa, il fiore all’occhiello che il Napoli si vantava di esibire in tutta Europa.

Sarà durissima per Gattuso a causa dei tempi enormemente compressi, causa una stagione che si trova nella forbice di un 2019-2020 appena concluso e l’Europeo della prossima estate che obbligherà i campionati ad una rapida conclusione. La volontà e la tenacia sono ingredienti che al mister non mancheranno di certo, anche perchè sul piatto c’è anche il rinnovo contrattuale ancora in divenire. Sarà anche una questione di penali (e sappiamo quanto l’aspetto economico abbia il suo peso in queste circostanze) ma l’andamento del Napoli, da oggi fino alla prossima primavera, sarà l’aspetto preponderante ai fini di un prolungamento di contratto del mister ex-Milan.

Per questo servirà anche il forte contributo dei giocatori cosiddetti “senatori” della squadra che, dal momento dell’addio dei vari big, avranno l’onore e l’onere di guidare il nuovo Napoli. I riferimenti, piuttosto ovvi, vanno a Mertens, il miglior bomber all-time in maglia azzurra; all’eterno incompiuto Insigne, vittima di un’oscillanza di rendimento cronica dal quale non è mai emerso; a Zielinski, prossimo al rinnovo di contratto ma talento mai sbocciato del tutto; a Ospina, per il quale Gattuso sacrificherebbe anche un talento come Meret. A loro, soprattutto a loro si chiederà di trainare la squadra ad una stagione che possa regalare soddisfazioni.

E questa stagione può regalarne: ricordiamo che gli azzurri saranno chiamati a difendere la coppa Italia appena conquistata ed a vincere la SuperCoppa italiana contro la Juventus di Pirlo, senza dimenticare l’Europa League, competizione che, sebbene non abbia il fascino della Champions League, sarebbe fondamentale giocare per arrivare fino in fondo. Si prenda esempio dal Siviglia, squadra che in Spagna non ha particolari ambizioni di vittoria della Liga, oscurata dallo strapotere di Real e Barcelona, ma che riversa grande energia e concentrazione nelle coppe europee. Vincere 6 volte l’Europa League in quindici anni è un record irripetibile e non chiediamo agli azzurri così tanto, ma provare a vincere la prossima, quello si.

Senza voler accelerare i tempi, accontentiamoci di vedere cosa accadrà in queste settimane, sicuramente bollenti così come gli interessanti sviluppi in sede di calcio-mercato, che vedrà il Napoli protagonista; con ogni probabilità, solo dopo il ritiro in terra d’Abruzzo sarà più chiaro il quadro della situazione. Nel frattempo, auguriamo buona fortuna alla squadra, al mister e alla società. Ai prossimi successi!

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