Coronavirus nel napoletano, 4 migranti risultati positivi: trasferiti al Loreto Mare

Coronavirus nel napoletano, 4 migranti risultati positivi: trasferiti al Loreto Mare

Sono stati trasferiti al presidio ospedaliero su disposizione dell’Asl Napoli 1 Centro, tramite le ambulanze del 118


SAN GIORGI A CREMANO – A San Giorgio a Cremano sventato il rischio di un nuovo focolaio. Sono stati trasferiti al Covid Center del Loreto Mare di Napoli, riaperto da oggi, infatti, i 4 migranti del CAS di via Morosini, risultati positivi al Coronavirus sabato scorso, ma tutti asintomatici, finora ospitati nelle stanze di isolamento all’interno del centro di accoglienza. I quattro, che hanno un’età tra i 20 e i 26 anni, provengono , come riportato da Fanpage, da Nigeria, Pakistan, Gambia e Senegal, vivono a San Giorgio da 3 anni, parlano italiano e sono perfettamente integrati. Sono stati trasferiti al Loreto Mare su disposizione dell’Asl Napoli 1 Centro, tramite le ambulanze del 118, per tranquillizzare gli altri migranti ospiti del CAS dal rischio di una diffusione del contagio e per liberare le stanze di isolamento nel caso dovessero presentarsi altri casi positivi. Lo riferisce Gennaro Parlati, consulente per la crisi Covid19 del Cas di San Giorgio a Cremano.

Il centro di accoglienza di San Giorgio a Cremano ospita 37 migranti, tutti sono stati sottoposti ai test e non risultano altri positivi. “I quattro ragazzi trasferiti – spiega Parlati – vivono a San Giorgio a Cremano da tre anni e sono perfettamente integrati. Parlano l’italiano e partecipano attivamente a tutti i progetti di lavoro e inserimento, anche se molti di questi programmi sono stati tagliati nell’ultimo anno. La loro positività ha spaventato un po’ gli altri residenti che hanno protestato, ma in maniera non violenta. Li abbiamo isolati seguendo tutti i protocolli anti covid ma poi abbiamo deciso il trasferimento. Tutti gli altri 33 residenti nella struttura sono risultati negativi al primo test e che nei prossimi giorni faremo un nuovo giro di tamponi a tutti gli immigrati e al personale, che in questi due giorni ha lavorato con i dispositivi di protezione prescritti, il personale è ben preparato ad affrontare questi casi”.

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