Osimhen, esordio da fenomeno. Il Napoli dilaga contro Castel di Sangro e L’Aquila

Osimhen, esordio da fenomeno. Il Napoli dilaga contro Castel di Sangro e L’Aquila

Al Patini il Napoli fa il suo esordio stagionale, vincendo il triangolare con Castel di Sangro e L’Aquila. Osimhen grande protagonista con una tripletta in dieci minuti


Osimhen, esordio con tripletta

CASTEL DI SANGRO – L’esordio fa ben sperare, ma sarebbe folle eccedere in facili trionfalismi dopo un’amichevole (anzi due), a quattro giorni dall’inizio del ritiro. Le vittorie contro Castel di Sangro prima (10:0) e L’Aquila dopo (11:0) lasciano trapelare sensazioni positive.

La prima uscita stagionale degli azzurri in terra abruzzese doveva servire a testare lo status atletico dei ragazzi dopo una quindicina di giorni di vacanza. Da quello che si è potuto captare al Teofilo Patini, fisicamente la squadra ha buona gamba, e non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso. Sarebbe stato strano, in effetti, ritrovarsi dopo neppure un mese di stop e aver perso tutto lo smalto fisico, faticosamente recuperato dopo tre mesi di pausa forzata, un mese di allenamento e un tour de force di quindici partite in poche settimane.

La risposta è stata convincente, ma non è un parametro che, almeno attualmente, va tenuto sotto stretta osservazione. Piuttosto, c’era curiosità di vedere all’opera Victor Osimhen, punta di diamante della campagna acquisti azzurra, che fin da subito ha messo in mostra il repertorio che ha permesso al suo nome di finire sul taccuino dello scouting azzurro (leggasi Giuntoli).

Il nigeriano ha impressionato il pubblico del Patini andando a bersaglio per tre volte nell’arco di dieci minuti, mettendo sotto scacco la difesa avversaria con scatti, dribbling e progresssioni, non lesinando assist ed altre giocate che hanno subito riscaldato (con queste temperature non è che ce ne fosse bisogno) gli spettatori che, dopo mesi di digiuno hanno potuto finalmente riassaporare il gusto di esultare al gol dei propri idoli.

Ed è stata una pioggia di gol, ventuno in totale, in due spezzoni di partita che ha visto scendere in campo praticamente tutta la rosa (o quasi). Tutti gli attaccanti hanno trovato spazio sul tabellino dei marcatori: tre gol di Politano, tre di Milik, tre di Osimhen, tre di Insigne, due di Mertens, uno di Gaetano, uno di Lozano, due di Younes.

A proposito di Milik: è evidente il malcontento di questo ragazzo che sta affrontando questi giorni di ritiro da separato in casa. Brutto che il pubblico del Patini non gli ha riservato un’accoglienza “tenera”, fischiandolo anche in qualche circostanza. Un peccato che l’avventura del polacco debba finire in modo così triste ed anonimo, dopo quattro anni nei quali il quasi ex numero 99, ha fatto bene ma non benissimo, sacrificando due ginocchia alla causa azzurra e perdendo quasi due stagioni. Dettagli non trascurabili e che hanno inficiato non poco sull’esplosione di un giocatore che è pronto a prendersi le sue rivincite con una maglia diversa.

Ulteriore motivo di interesse di questo triangolare è stato il vedere all’opera, per la prima volta, il Napoli in versione 4-2-3-1. Naturalmente, non sono queste le occasioni nelle quali si può verificare l’efficacia di un modulo tattico, ma rompere il ghiaccio, sotto quest’ottica, è stato importante. La storia recente del Napoli insegna quanto questa squadra sia remissiva a metabolizzare un modulo tattico diverso dal 4-3-3 e quante difficoltà abbiano incontrato allenatori che hanno provato ad invertire la tendenza. Già Benitez provò una prima volta ad inculcare al Napoli (post Mazzarri e Cavani) il 4-2-3-1 sfacciato nel suo modo di attaccare quanto lacunoso nel difendersi; Gattuso vorrebbe ripercorrere quella strada, almeno come “Piano B”, in caso di necessità. Giusto provare (e sbagliare) in sede di ritiro piuttosto che in partite di campionato, laddove non si può e non si deve lasciare nulla al caso.

Soprattutto in questa stagione, dove si chiede al Napoli un immediato riscatto dopo un campionato mediocre. Sarà dura a causa di una concorrenza, per una qualificazione alla Champions, folta ed agguerrita. Un altro campionato fallimentare non è contemplato, dunque ripartiamo dalla prima buona uscita stagionale e prendiamolo come un presagio di quello che potrà essere la stagione.

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