Ogni reparto perderà il suo “big”. Il Napoli è pronto per la sua rivoluzione

Ogni reparto perderà il suo “big”. Il Napoli è pronto per la sua rivoluzione

Con la nuova stagione già alle porte, il Napoli corre ai ripari dopo l’ultimo deludente campionato. Salutano (o pronti a farlo) calciatori fondamentali come Callejon, Milik, Koulibaly ed Allan. Ma anche Gattuso è sotto esame


Osihmen, nuovo attaccante del Napoli

NAPOLI – Da settimane si sente forte nell’aria il vento di rivoluzione che è pronto ad abbracciare il Napoli. Giusto il tempo di metabolizzare l’eliminazione in Champions League che ha, di fatto, chiuso ufficialmente la stagione 2019-2020, tirarne le somme a farne un bilancio genarale.

Ne esce una stagione che va oltre lievemente oltre la sufficienza solo perchè la società si è vista arricchire la bacheca di una coppa Italia, tutt’altro che disprezzabile, che va a coprire solo in minima parte i disastri vissuti in campionato, senza la quale, la società guidata da De Laurentiis avrebbe recitato il triste ruolo dello spettatore nelle prossime coppe europee. Senza comunque dimenticare il percorso fatto in Champions League, un cammino dolce-amaro, perchè se è vero che un’eliminazione per mano del Barcelona poteva essere messa in preventivo, è altrettanto vero che contro “questo” Barcelona forse anche “questo” Napoli poteva fare qualcosa di più, senza contare il secondo posto nella fase a gironi, nonostante gli azzurri avessero conquistato 4 punti su 6 contro il Liverpool campione uscente.

Ma è la gestione del campionato che più ha lasciato interdetti. Il settimo posto, dietro squadre sulla carta inferiori agli azzurri, è un fallimento, inutile girarci intorno con futili giri di parole. L’ammutinamento, l’esonero di Ancelotti, l’arrivo di Gattuso e il lockdown hanno indubbiamente contribuito, chi più chi meno, all’insufficiente campionato nel quale il Napoli era chiamato, come negli ultimi anni, a insidare lo strapotere juventino in terra nazionale.

Più di tutto, ha influito il mancato rendimento di calciatori sulla quale il Napoli ha fondato le sue sicurezze, nondimeno quello di calciatori arrivati nell’ultima campagna acquisti (estiva) per i quali sono state spese somme ingenti, corrisposte, purtroppo, da una stagione insufficiente.

Per questo, per tutti gli altri motivi sopraccitati (se volete, potete aggiungerne altri), per finanziare una campagna acquisti senza l’ausilio di cash derivante dalla Champions League, l’esigenza di un restyling e di un forte cambiamento è di primaria importanza, salutando chi, a Napoli, per motivazioni diverse, ha concluso il suo ciclo. Una radicale ricostruzione che suscita curiosità tra gli addetti ai lavori, che toccherà ogni reparto e non solo sul rettangolo di gioco.

Ha salutato Callejon, gladiatore di tante battaglie in maglia azzurra. Composto nei modi, timido nelle parole ma letale con quei movimenti che lo hanno reso un attaccante quasi unico nel suo genere. sarà difficile sostituire lo spagnolo (ed in effetti la società voleva trattenerlo), ma la volontà di tornare nella natia Spagna ha prevalso. Una scelta di vita, alla quale non ci si può opporre, per la quale non si può non augurare il meglio ad un gran giocatore e un gran professionista.

La valigia è pronta anche per Kalidou Koulibaly. Il centrale senegalese è ormai prossimo ai saluti, con destinazione Manchester, quartiere Guardiola. Era chiaro che, dopo una stagione senza ingresso in Champions fosse necessario un sacrificio importante per riempire la cassa partenopea, altrettanto chiaro che il primo indiziato a lasciare il sodalizio azzurro davanti ad un’offerta ingente sarebbe stato proprio il senegalese. Saranno circa 70 i milioni che il City verserà nelle casse azzurre, una parte dei quali serviranno a finanziare l’acquisto del potenziale sostituto del K2 azzurro. L’acquisto di Gabriel del Lille sembra quasi fatto, ma è sempre difficile sbilanciarsi quando intorno al calciatore si avverte, chiaro, l’odore delle sterline della Premier.

Paradossale che il potenziamento della squadra parta dalla cessione del suo uomo migliore, leader di un reparto che ha fatto acqua da ogni parte, nonostante la presenza anche di un calciatore esperto come Manolas; un acquisto che avrebbe dovuto far fare il salto di qualità ma che si è rivelato un mezzo disastro.

Dalla difesa al centrocampo, laddove Allan saluterà la compagnia. Che involuzione quella del brasiliano. Solo due stagioni fa, il PSG aveva messo sul tavolo oltre 70 milioni pur di assicurarsi le prestazioni di uno delle migliori mezzali del panorama europeo. Dopo solo due anni, il numero 5 lascerà Napoli al termine di una stagione da separato in casa, dopo essere stato uno dei capo-rivolta alla base dell’ammutinamento (finto anche a parole pesanti e venuto alle mani con De Laurentiis figlio), cosa che non gli è stata perdonata dal presidente.

E’ innegabile che l’utilizzo con il contagocce del brasiliano negli ultimi mesi sia legato non solamente ad aspetti tecnico-tattici ma anche ad una sorta di “punizione” voluta dai quartieri alti. Non si spiega in altro modo, l’ostracismo nei confronti del mediano ed il suo mancato utilizzo in partite fondamentali, come quella col Barcelona, nella quale il suo fisico ed i suoi polmoni avrebbero fatto comodo, più dei compassati Zielinski e Ruiz.
Anche per Allan la destinazione inglese è la più auspicabile: l’Everton guidato da Ancelotti, proprio l’allenatore con il quale il brasiliano ha iniziato la sua parabola discendente, perdendo i gradi di “intoccabile” della mediana azzurra. Un altro paradosso, senza dubbio.

Verosimilmente sarà il solo partente di un reparto che andrebbe rivisto con più attenzione, essendo quello che ha destato parecchie preoccupazioni durante l’ultima stagione. Con Zielinski incapace di fare il famoso salto di qualità invocato da ormai cinque stagioni; con Ruiz più lento e compassato rispetto alla sua prima stagione; con Demme e Lobotka, onesti mestieranti del ruolo e nient’altro, con Elmas, giovane di buone prospettiva ma ancora acerbo per diventare titolare fisso, siamo sicuri che basterebbe il solo Veretout, il nome che circola con più insistenza, a rimettere in sesto una linea di centrocampo con poca qualità e ancor meno personalità? Vediamo e speriamo.

Si va in attacco e come per gli altri reparti, un altro “pezzo grosso” saluta. Arek Milik dopo quattro stagioni è pronto a cambiare casacca. Il polacco ha fatto orecchie da mercante alle proposte di rinnovo ricevute da Da Laurentiis, per bocca di Giuntoli. Mai un cenno di apertura nei confronti della società, mai evidenziata la volontà di giungere ad un compromesso che avrebbe accontentato entrambe le parti. Milik è stato sempre irremovibile, mettendo la società nella spiacevole situazione di metterlo su mercato, onde evitare di perderlo a parametro zero, al termine della prossima stagione. Una storia sofferta quella tra Arek a Napoli, fatta di due infortuni gravissimi alle ginocchia che, forse, hanno impedito la consacrazione di un validissimo attaccante, al quale manca ancora quel “quid” per essere accostato ai grandissimi interpreti del ruolo.

Roma, Juventus e qualche pretendente estera per il buon Arek, ma nel frattempo il Napoli si è già cautelato, acquistando Osimhen dal Lille. Una scommessa, l’attaccante nigeriano, come ai tempi fu lo stesso Milik, acquistato dall’Ajax per sostituire Higuain, uno che a Napoli (nel bene e nel male) ha fatto la storia. Così come lo è stata, la scorsa stagione, l’acquisto di Lozano, un mezzo scivolone che sul bilancio del Napoli è segnato come il più gravoso della sua storia.

Non è dato ancora sapere se lo stesso Lozano, come Milik, possa lasciare Napoli. Si sa, al contrario, quanto sia forte il bisogno di sfoltire il reparto avanzato. Detto di Callejon, che ha già dato il suo addio, c’è da trovare sistemazioni adeguate per attaccanti come Younes ed Ounas, che non fatto parte dei piani di Gattuso e definire la posizione di Petagna: l’ex-SPAL farà parte della rosa oppure sarà utilizzato come pedina di scambio per arrivare ad altri obiettivi?

Nemmeno il reparto portieri viene esentato dalla rivoluzione azzurra. Karnezis lascia Napoli per accasarsi proprio al Lille, come contropartita tecnica nell’ambito dell’affare che ha portato Osimhen a Napoli. Ma più che Karnezis preoccupa la situazione legata a Meret.
Sanno anche i sassi che Gattuso non vede nel giovane talento friulano lo stereotipo ideale di portiere adatto alla sua filosofia di gioco, preferendogli Ospina, a suo modo di vedere, più affine alla costruzione di gioco dal basso, uno dei dogma portato in dote dal mister calabrese. Da qui, il malcontento di Meret che non vedrebbe di buon occhio un’altra stagione da seconda scelta, ed in seconda battuta quello della società, che vede in Meret uno delle poche certezze su cui fondare un Napoli futuribile. Si valuta in ipotesi prestito, per dar modo al ragazzo di giocare da titolare, ma è indubbio che il futuro di Meret a Napoli è legato a doppio filo alla permanenza di Gattuso sulla panchina del San Paolo.

Tante domande, tanti interrogativi che troveranno a breve le loro risposte. Il ritiro per Castel di Sangro partirà a breve per preparare al meglio l’inizio del campionato, previsto per il 19 Settembre, il giorno di San Gennaro. Il nostro, quello terreno, è in panchina e dovrà fare anche lui miracoli per riportare il Napoli laddove, per caratura tecnica e storia recente, meriterebbe di stare. Ma anche il mister ha i suoi grattacapi: il rinnovo che sembrava così tanto scontato dopo la vittoria in coppa Italia non lo è stato più dopo l’anonimo finale di stagione.

Mister e società si sono ripromessi di discuterne solo nella prossima primavera, quando il Napoli avrà ben chiaro il suo destino per la stagione che andrà ad iniziare a breve. Un Napoli saldamente nelle prime quattro posizioni (verosimilmente l’obiettivo stagionale previsto) aprirebbe la strada al rinnovo contrattuale di mister Gattuso; al contrario, una squadra che mostrasse gli stessi limiti ed imperfezioni già vissute questa stagione, aprirebbe ad altri scenari.

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK