Coronavirus, la scuola riparte: caos e regole

Coronavirus, la scuola riparte: caos e regole

Le famiglie hanno scoperto grandi differenze anche nei momenti della giornata scolastica


ITALIA – Le regole non sono uguali per tutti, la scuola è cominciata e in vari istituti ognuno ha gestito l’emergenza Covid a fai da te:  sia con le aule, dividendo la classe in gruppi o organizzando turni, sia con gli orari e gli ingressi scaglionati. Oltre a questo le famiglie in queste prime due settimane hanno scoperto grandi differenze anche nei momenti della giornata scolastica. A cominciare dalla mascherina: se al banco c’è il distanziamento si può togliere ma ci sono scuole che, per alzare il livello di sicurezza, tendono a farla tenere anche al banco. Spesso tra le proteste di bambini e genitori.

C’è poi la questione della giacca con cui si arriva a scuola: non si può più lasciare sull’appendiabito, verrebbe a contatto con gli altri giacchetti. E allora c’è chi, come avviene in diversi asili di Roma, chiede, come riportato da Il Mattino, ai genitori di portarla via per poi riportarla al momento in cui il bambino deve uscire da scuola.

Molto dipende dalla disponibilità di spazio delle singole scuole: c’è anche chi può contare sugli armadietti chiusi. Stesso problema per il corredo scolastico: i banchi monoposto e la paura di contaminazioni fanno sì che, quest’anno, sotto al banco non possa essere lasciato niente. Quindi i bambini dovranno portare via tutti i libri e i quaderni nello zaino. Caricandosi sulle spalle il necessario per la giornata. Ci sono scuole che hanno pensato a scaffali che possano contenere il materiale chiuso nelle buste personalizzate e chi, invece, chiede giorno per giorno un solo quaderno.
Ed è diventata improvvisamente protagonista della scena la foderina in plastica di libri e quaderni. Su questo punto le scuole si spaccano: in alcuni istituti è vietata dal regolamento, perché sarebbe in grado di trattenere il virus, in altri non ne viene proprio preso in considerazione l’utilizzo. Alle famiglie la scelta. Anche il quadernone è diventato centrale: ci sono scuole che, per un motivo apparentemente inspiegabile, stanno chiedendo solo quello con la copertina rigida. Ma il motivo c’è: non avendo ancora i banchi monoposto disponibili né lo spazio necessario per garantire il distanziamento con i vecchi arredi, molte scuole sono costrette ad accogliere gli studenti facendoli sedere sulle sedie, senza banco, pur di garantire la didattica in presenza. In quel caso i ragazzi dovranno scrivere appoggiando il quaderno sulle gambe, quindi la copertina rigida diventa molto utile.

LA CORREZIONE DEI COMPITI

Il docente non può toccare il quaderno per sfogliarlo né può avvicinarsi al ragazzo tanto da leggere quello che ha scritto. Lo stesso vale con i compiti in classe che, da sempre, rappresentano la parte principale per la valutazione degli alunni al pari delle interrogazioni. C’è chi si igienizza le mani prima di toccare i fogli degli studenti e chi, invece, chiede agli alunni di lasciare il foglio, uno per volta, in un contenitore unico che verrà messo praticamente in quarantena per 24-48 ore. A quel punto il docente potrà iniziare la correzione ma, prima di riconsegnare il compito corretto ai ragazzi si dovrà passare per un’altra quarantena. Il panino: si mangia senza mascherina quindi il metro di distanza è d’obbligo. Si resta seduti al banco o si va in giardino, all’aria aperta ma con la brutta stagione non sarà possibile.

L’APP MERENDA

Non solo, in alcune scuole di Milano è arrivata la app-merenda: si prenota al bar interno e il panino 2.0 arriva direttamente al banco. Altro nodo è la palestra: gli spogliatoi non possono essere utilizzati quindi le scarpe in alcuni casi vengono cambiate in corridoio, in altre restano quelle dell’esterno. C’è chi porta un telo da mettere a terra e chi invece fa lo sport solo se è possibile praticarlo all’aria aperta. L’igiene viene prima di tutto quindi ci sono maestre che vietano ai bambini di lasciare i fazzoletti sporchi sul banco così come le gomme attaccate sotto al banco. Una vecchia abitudine di cui si può fare decisamente a meno, soprattutto ora che i banchi sono nuovi.