Focus Napoli v Genoa. Sei gol ed il primo posto, in attesa della Juventus

Focus Napoli v Genoa. Sei gol ed il primo posto, in attesa della Juventus

Il Napoli fa il suo esordio al San Paolo demolendo sotto una pioggia di reti il Genoa di Maran. Lozano gran protagonista con una doppietta. Insigne e Manolas escono per infortunio


Lozano festeggiato dai compagni

NAPOLI – In attesa della Juventus, il Napoli si regala il momentaneo primato in classifica, dopo aver sommerso di reti il malcapitato Genoa di Maran con sei reti. Alla festa del gol partenopea partecipano Lozano (10′, 65′); Zielinski (46′); Mertens (57′); Elmas (69′); Politano (72′), in una partita completamente in discesa, dopo un primo tempo tra luci ed ombre ed un secondo tempo nella quale il Genoa scompare dal campo, soprattutto per merito di un Napoli finalmente capace di concretizzare il lavoro offensivo che produce.

COSA E’ PIACIUTO

Un nome su tutti: Hirving Lozano. Finalmente il messicano sfata il tabù San Paolo, nel quale non aveva mai segnato in campionato. Prova convincente, quella del numero 11, a conferma della buona prestazione offerta a Parma. La differenza la fa la doppietta (e non un dettaglio trascurabile). A voler trovare il proverbiale pelo nell’uovo, ci sarebbe il potenziale gol del raddoppio madornalmente sbagliato nel primo tempo. Sarebbe stato il 2:0 che avrebbe evitato agli azzurri i pochi grattacapi creati dal Genoa e la parziale assenza nella seconda parte del primo tempo, complice il cambio tattico di Gattuso che lo sfavorisce. Ma, in un roboante 6:0 si possono chiudere entrambi gli occhi, a fronte di una prestazione convincente sotto l’aspetto tattico e mentale. Lozano potrebbe essere un valore aggiunto a questa squadra, dopo una stagione da separato in casa. Il talento ce l’ha, manca fiducia nei mezzi e continuità di rendimento. Speriamo trovi anche questi altri.

Finalmente Zielinski. Il polacco si rende autore della migliore prestazione degli ultimi tre anni, con una prova convincente, di quelle che qualche tempo fa lo avevano eletto tra i talenti più cristallini pronti a prendersi il futuro del calcio. A dirla tutta, Piotr il futuro non l’ha proprio preso, ma almeno ha “graffiato” il presente, con una prova di pregevole fattura, in particolar modo nel secondo tempo, quando un suo affondo produce l’azione più bella della partita ed il gol del 2:0. Tanta roba: progressione, drbbling, finta sul difensore, tiro, gol. Insomma, una gemma da guardare e riguardare più volte. Anche dopo, il polacco non smette di imperversare nella tre quarti genoana, ormai territorio conquistato anche grazie alla sua padronanza tecnica palla al piede. Resta ancora la remora di una fase difensiva approssimativa in un 4-2-3-1 con un “Sancho Panza” come Fabian, non il partner ideale in fase di non possesso.

Difesa imbattutta e miglior attacco del torneo. Numeri che dopo due giornate di campionato non dicono niente di interessante, ma che danno un’enorme iniezione di fiducia e di autostima in vista del doppio impegno (Juventus ed Atalanta) che rappresenterà un vero banco di prova e che saprà dirci di più sulle sue ambizioni per questo campionato. Con tutto il rispetto, ma Parma e Genoa si sono dimostrate avversarie abbastanza morbide; c’è da capire quanto sia stato merito del Napoli e quanto demerito per le due compagini battute dagli azzurri.

I sostituti entrano bene in partita. Menzione per Elmas che, come Zielinski, riesce con i suoi cambi di passo a mettere in difficoltà l’apparato difensivo genoano. Inizialmente schierato a sinistra nel 4-4-2 post-infortunio di Insigne, trova maggior impeto quando diventa l’ago della bilancia, spondando gli equilibri del gioco offensivo del Napoli, passando da mezz’ala sinistra a punta esterna di un 4-2-3-1. Il gol, molto bello, è il premio meritato di una prestazione convincente. Bene, senza strafare, gli ingressi di Maksimovic, Lobotka e Ghoulam, mentre Politano sembra trovare sempre più confidenza con il gol; molto bello quello insaccato alle spalle di un immobile Marchetti, ormai esaperato nel suo ruolo di punching-ball, con un sinistro a giro sul palo lontano. In crescendo il rendimento dell’ex-Inter, fino qualche mese fa oggetto misterioso della scorsa campagna acquisti invernale.

COSA NON E’ PIACIUTO

Gli infortuni di Insigne e Manolas possono essere fonte di preoccupazione per Gattuso. Per il primo, soprattutto, nuovamente alle prese con problemi muscolari alla coscia. Spaventa il fatto che il numero 24 azzurro, visibilmente sofferente, non riusciva a poggiare neppure il piede sul terreno di gioco. C’è preoccupazione per un possibile lungo stop per Lorenzo e, nondimeno, nel coprire il vuoto che si verrebbe a creare nella sua zona di competenza: tra le tante punte esterne a disposizione del Napoli, non ci sono, in effetti, calciatori con caratteristiche simili alle sue. Speriamo non si tratti di nulla di grave.
Forse meno grave l’infortunio per Manolas, sostituito nell’intervallo per noie alla schiena, ma preoccupante la tendenza all’infortunio da parte del greco. Sarà stato un cambio precauzionale, ma qualche domanda sulla tenuta fisica dell’ex giallorosso è lecito farsela.

Dopo l’infortunio di Insigne ed i primi venti minuti di gioco più che sufficienti, il Napoli, passando dal 4-2-3-1 ad un 4-4-2 poco convincente, esce di scena, regalando metri di campo ad un Genoa che, fino a quel momento faceva da sparring partner. I grifoni riescono, in quel frangente di gioco (seconda parte del primo tempo) a sfiorare anche il pareggio con l’unico vero pericolo creato da Lerager, a cui vanno i ringraziamenti di tutti i tifosi azzurri per aver trasformato un calcio di rigore in movimento in un liscio degno della Gialappa’s. Resta il fatto che il Napoli della seconda parte di primo tempo ha ricordato quello della prima ora di Parma. Una pausa troppo lunga, che squadre più competitive di un modesto (e nemmeno) Genoa non perdonerebbero.

Un 6:0 rotondo e senza ulteriori commenti non prevederebbe un peggiore tra le fila della squadra vincente, ma nonostante tutto, Fabian non riesce ad emergere dal suo status di “freezing”. Trasparente in interdizione, elegante fin troppo in fase di impostazione, gioca a fasi alterne, con picchi di basso molto più vistosi rispetto a quelli di alto. Sbaglia giocate facili e rende difficili disimpegni che dovrebbero essere di routine per un calciatore della sua tecnica. Inoltre, a differenza del suo compagno di reparto, Zielinski, non ha neppure il cambio passo che spacca le partite. Potrebbe essere un problema di condizione atletica, ma Fabian, attualmente, è una scommessa persa da Gattuso. In attesa di giorni (e partite) migliori.

Il parapiglia finale con i giocatori del Genoa poteva anche evitarsi. Un’ammonizione comminata a Osimhen, praticamente gratuita, sul 6:0 a pochi secondi dalla fine, che poteva trasformarsi anche in un cartellino rosso. Sarebbe stata un’ingenuità colossale, ben conoscendo gli impegni che attendono al Napoli e l’importanza di cui, in questo momento, Osimhen è permeato. Appunto per Gattuso: c’è comprensione nel volerlo tenere in campo per fargli segnare il primo gol in azzurro, ma preservarlo e sostituirlo a venti minuti dalla fine non sarebbe stato più saggio?

Il cambio tattico attuato da Gattuso dopo l’infortunio di Insigne, passando (con Elmas) dal 4-2-3-1 ad un ibrido 4-4-2, non porta ad alcun miglioramento al Napoli che, fino a quel momento, stava giocando decisamente bene. Il passaggio a quel 4-4-2 molto somigliante alla versione “ancelottiana” comporta l’arretramento del baricentro di circa 20/30 metri, l’annullamento dell’efficacia dell’azione di Lozano, fin lì assai incisiva, la scomparsa dal gioco di Mertens, lo schiacciamento del centrocampo fino ai limiti dell’area, consentendo al Genoa di guadagnare metri e campo, fino a sfiorare il pareggio nell’unica vera azione creata. Solo il gol, ad inizio secondo tempo, del raddoppio ha il potere di spegnere le velleità liguri, che poi si offrono, di loro spontanea volontà, sull’altare sacrificale azzurro, regalando due gol. Nel complesso, un cambio modulo che poteva essere gestito diversamente, se proprio bisognava cambiare un modulo che fino a quel momento offriva adeguate garanzie.

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK