Omicido Willy, i fratelli Bianchi: “Ma adesso saremo costretti a bere l’acqua di rubinetto?”

Omicido Willy, i fratelli Bianchi: “Ma adesso saremo costretti a bere l’acqua di rubinetto?”

Ora chiusi nelle loro celle in isolamento, per i due fratelli di 26 e 24 anni, ossessionati dalla cura del corpo e dalla bella vita, la mancanza dell’acqua minerale non è davvero più l’unico cruccio


ROMA – I fratelli Bianchi chiedono l’isolamento in carcere: hanno paura di ritorsioni. Sono stati accolti con sputi e urla al loro passaggio, gli hanno urlato contro: “Non vi vogliamo”, questo è stato quanto accaduto a Rebibbia.

La loro unica preoccupazione è stata: “Ma adesso saremo costretti a bere l’acqua di rubinetto?”. Lo hanno domandato mentre la sera di domenica 6 settembre stavano per varcare la soglia del carcere di Rebibbia. Ora chiusi nelle loro celle in isolamento, per i due fratelli di 26 e 24 anni, ossessionati dalla cura del corpo e dalla bella vita, la mancanza dell’acqua minerale non è davvero più l’unico cruccio.

Stamani i loro, come riportato da Il Mattino,  legali, Mario e Massimiliano Pica – che difendono anche Pincarelli – faranno ricorso al Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, puntando a confutare le ragioni della trasformazione del capo di imputazione da omicidio preterintenzionale a volontario. Un altro aspetto che sarà preso in considerazione, probabilmente, è la circostanza dell’arresto avvenuta in “quasi flagranza” e non esattamente in flagranza sul posto del pestaggio. Il Riesame, dunque, si riserverà di decidere o per il rigetto  o per l’accoglimento della richiesta il che potrebbe permettere ai tre di lasciare il carcere e andare ai domiciliari.

I LEGALI CHIEDONO L’ISOLAMENTO PER I FRATELLI BIANCHI

Gli avvocati Pica si sono raccomandati con la direzione e il Dap, la Penitenziaria, perché i loro assistiti siano tutelati.  Tanto che la direzione della casa circondariale si sta attrezzando per mantenere i tre ragazzi di Artena in isolamento rispetto agli altri reclusi anche al termine della quarantena per il Coronavirus.

LE TESTIMONIANZE

E in tanti hanno risposto, finora tra le dieci e le quindici persone, maschi e femmine, non solo giovanissimi ma anche dei cinquantenni. Tra loro anche i buttafuori dei locali, intervenuti non appena hanno sentito il trambusto: “Siamo scesi giù in strada, quel ragazzo era già a terra e abbiamo visto l’auto scappare via”. Sostanzialmente le versioni rese coincidono con le prime verbalizzate a poche ore dal delitto. Tutti, però, sembrerebbero concordi nel dire che a picchiare Willy siano stati tutti e quattro gli indagati, nessuno escluso. In particolare, i fratelli Bianchi scesi dall’Audi Q7 avrebbero cominciato a sferrare mosse di arti marziali e pugni all’impazzata “sradicando i cestini dell’immondizia, buttando giù i paletti. Quando si è materializzata quell’auto sembrava calata una seconda notte”, ha detto uno dei testimoni.

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