Molesta la nipotina di 10 anni: zio orco va ai domiciliari dopo pochi mesi di carcere

Molesta la nipotina di 10 anni: zio orco va ai domiciliari dopo pochi mesi di carcere

A scuola arrivarono gli assistenti sociali che prelevarono la piccola e il fratellino, portandoli in una casa famiglia


GRAGNANO – Arrestato ad aprile perché accusato di aver molestato la nipotina di 10 anni, dopo cinque mesi in cella il presunto pedofilo va ai domiciliari. A.S., 30enne di Gragnano, era stato accusato da un disegno fatto dalla nipotina – figlia della sorella – che raccontava di insolite attenzioni da parte dello zio. Assistito dall’avvocato Renato D’Antuono, il 30enne ha ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari, anche all’esito dell’incidente probatorio che si è celebrato dinanzi al gip Valeria Campanile, su richiesta del sostituto procuratore di Torre Annunziata, Annamaria Ricci. In quella udienza protetta, la bambina non ha fornito molti dettagli sulle presunte violenze subite, quasi cancellando del tutto quegli orrori raccontati dall’inquietante disegno consegnato alla maestra a fine febbraio scorso e in parte venuti fuori anche dalle intercettazioni ambientali in casa. A scuola arrivarono gli assistenti sociali che prelevarono la piccola e il fratellino, portandoli in una casa famiglia, lontani dall’abitazione in cui vivevano con mamma, nonna e zio.

In poco più di un mese di indagini, i carabinieri della compagnia di Castellammare di Stabia e della stazione di Gragnano avevano ricostruito la vicenda e arrestato l’intera famiglia per violenza sessuale su minore. Ai domiciliari sono ancora detenute anche la mamma della bambina (35 anni, sorella del presunto pedofilo) e la nonna della piccola (60enne), accusate di aver nascosto gli orrori, nonostante fossero a conoscenza di tutta la vicenda. Nel frattempo, in estate la mamma ha ottenuto un permesso speciale ed ha ricominciato ad incontrare – sempre in modalità protetta – la bambina, per alcune ore alla settimana. Adesso, con ulteriori accertamenti in corso da parte della Procura, il 30enne attenderà l’eventuale processo ai domiciliari, ma lontano dall’abitazione in cui sarebbero avvenuti i fatti.

FONTE: ILMATTINO.IT