Il Napoli serve un poker anche al Pescara, ma per Gattuso c’è ancora da lavorare

Il Napoli serve un poker anche al Pescara, ma per Gattuso c’è ancora da lavorare

Alla prima uscita pre-stagionale al San Paolo, il Napoli affronta il Pescara, imponendosi per 4-0. Zielinski, Ciciretti, Mertens e Petagna a bersaglio. Esplode il caso Milik: il polacco finisce tra i non convocati


NAPOLI – Continua la terapia “abruzzese” del Napoli, continuando con il Pescara il percorso che dovrà portare gli azzurri in forma campionato, in vista dell’esordio al Tardini di Parma. Manca ancora un appuntamento per chiudere il ciclo di amichevoli estive, che si concluderà con il “gala” a porte chiuse, contro lo Sporting Lisbona.

Nel frattempo, l’asticella della difficoltà è aumentata, dal Teramo, militante in Lega Pro, si passa al Pescara di Massimo Oddo, squadra che solo poche settimane fa si è salvata dalla retrocessione, dopo lo spareggio playout contro il Perugia.

E come contro il Teramo, il Napoli serve un altro poker ai delfini dell’Adriatico: 4:0 in una partita che i partenopei hanno legittimato nella seconda frazione di gioco, mettendo al sicuro al risultato, dopo un primo tempo nel quale la squadra di Gattuso è andata a sprazzi, concedendo al Pescara anche un paio di occasioni da gol importanti. Non è stato un grande Napoli, non è stata una bellissima partita, ma l’assenza di parecchi titolari per la pausa nazionali e (forse) i carichi di lavoro, hanno contribuito al rallentamento della tabella che Gattuso aveva stilato. Lo stesso mister si sarebbe aspettato qualcosa di più dalla sua squadra che, a dieci giorni dall’inizio del campionato, ha ancora tanto da lavorare. E da migliorare.

Di Zielinski il gol che sblocca il risultato, con un’azione che ricorda il Piotr di qualche anno fa, quando di lui si diceva un talento prossimo ad esplodere, pronto ad essere un “top” di livello europeo. Son passati quattro anni da allora, e sarebbe ora che il polacco facesse vedere di che pasta è fatto. O meglio: di che pasta è fatto lo si sa da un pezzo, ma è difficile apprezzarne il sapore con quella contuinità sufficiente a renderlo uno dei migliori del suo ruolo.

Nel secondo tempo, complice la rituale rivoluzione delle due formazioni ed un fisiologico e preventivabile calo atletico, il Napoli ha trovato la via del gol con Ciciretti, Mertens e Petagna. Almeno per una volta Osimhen ha lasciato la scena ai suoi colleghi di reparto, dopo essere stato assoluto protagonista di questo Napoli balneare. Il nigeriano non è stato straripante come nelle prime due precedenti uscite, ma non si possono pretendere tre gol a partita, anche se parliamo di calcio estivo, dove il numero dei gol è fine a se stesso.

Meglio conservarli per le occasioni che contano, per carità. Cosa che non farà sicuramente più in maglia azzurra Arek Milik. Il numero 99 è stato messo fuori rosa da Gattuso in questa partita, e la prossima contro lo Sporting. E’ lo stesso Gattuso ad ammettere che la scelta è di natura “politica” reputando Arek non più facente parte del progetto tecnico partenopeo, soppiantatto e relegato al ruolo di terza scelta dopo l’acquisto di Osimhen e Petagna.

La speranza era che non si arrivasse allo scontro frontale tra calciatore e società, ma il pericoloso dilatarsi della trattativa che dovrebbe portare Milik alla Roma (squadra attualmente più interessata) rischia di arenarsi a causa dei tentennamenti del ragazzo e dalla cifra richiesta dal Napoli, ritenuta esosa dai giallorossi (35-40 milioni). Sicuramente, una grana che va risolta prima del 5 Ottobre, data di chiusura del mercato, onde evitare di tenersi in casa un calciatore che altri non sarebbe che un collo di bottiglia; inutilizzabile tecnicamente e, soprattutto, un carico pendente sul bilancio.

Questioni di mercato a parte, Gattuso avrà tanto da lavorare anche sul piano tattico: il mister ha riproposto il Napoli nella sua veste canonica, con il 4-3-3 di qualità, con Fabian e Zielinski come interni di centrocampo, Demme a fungere da play-maker. Niente di trascendentale: squadra che vive di folate in mezzo a tanti errori. Meglio nel secondo tempo, ma è tutto dire. Contro un Pescara senza benzina nelle gambe era facile incunearsi nel cuore dell’area di rigore e far male.

Va comunque rimarcato l’impatto di Petagna, alla prima partita in maglia azzurra, l’ex SPAL si è fatto subito apprezzare con buonissime giocate in rifinitura ed il bel gol sul finire della partita. Lui, a differenza di Milik, bel Napoli del futuro ci sarà e già da stasera ha fatto capire di non essere all’ombra del Vesuvio per vivere all’ombra della concorrenza, ma di poter dare il suo importante contributo quando sarà necessario.

RESTA AGGIORNATO, TORNA ALLA HOME PAGE E CLICCA SULLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK