Omicidio Maria Paola, Ciro ieri in procura fino a sera: i colpi di scena emersi dall’interrogatorio

Omicidio Maria Paola, Ciro ieri in procura fino a sera: i colpi di scena emersi dall’interrogatorio

Prosegue con ulteriori sviluppi l’intricata vicenda di Caivano, e mai come ora gli occhi sono puntati sul presunto colpevole


CAIVANO – Tutta la Campania, così come il resto d’Italia, dato il blasone mediatico che ha avuto la vicenda, segue in questi giorni ora per ora gli sviluppi relativi al tragico episodio che ha visto coinvolti due giovani ragazzi, rei solo di essere innamorati: Maria Paola e Ciro. La giovane ha perso la vita lo scorso 11 settembre, dopo che il fratello, probabilmente a scopo intimidatorio, aveva deciso di inseguire lei e il suo fidanzato, Ciro, speronandoli con il suo scooter. Così Michele Antonio Gaglione, 30 anni, ora si trova in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale con l’aggravante di aver agito per futili motivi.

Durante la giornata di ieri, però, ulteriori fatti sconvolgenti sono emersi durante il lungo interrogatorio che ha visto Ciro Migliore esser trattenuto in procura dalle 9 del mattino sino alla sera. In base a quanto riportano le prime ricostruzioni i punti chiave su cui si sarebbe concentrato il colloquio sono tre: il chiarimento sui dettagli relativi alla dinamica dell’incidente, le minacce che sia Ciro che sua madre, Rosa Belladonna, avrebbero subito sia dal fratello che dal padre di Maria Paola ed infine la violenza fisica subita dalla ragazza da parte della sua famiglia, affinché lasciasse il suo amato.

Attualmente una delle ipotesi, sostenuta anche dai legali di Michele Antonio Gaglione, è che l’incidente non sia avvenuto per i calcio dell’uomo ma per l’eccessiva velocità del mezzo. Tuttavia, l’ipotesi sarebbe contrastata da tracce di un suola di scarpa trovate sul mezzo stesso, che combacerebbero con quella indossata da Gaglione quella sera.

Un secondo colpo di scena ha visto invece l’annullamento della conferenza stampa, che si sarebbe dovuta tenere ieri, della famiglia della vittima. I legali hanno annunciato che “la famiglia si è resa conto di essere ancora troppo scossa per affrontare l’argomento pubblicamente”, scelta sicuramente comprensibile, ma che apre il dubbio di una strategia difensiva premeditata da parte degli accusati, in virtù della volontà di voler prima venire a conoscenza del contenuto dell’interrogatorio di Ciro, che ha avuto luogo appunto ieri stesso.