Quando un complimento diventa molestia, il racconto: “Noi costrette a scappare da 30 ragazzi”

Quando un complimento diventa molestia, il racconto: “Noi costrette a scappare da 30 ragazzi”

La testimonianza di un gruppo di ragazze giuglianesi, a denuncia di una situazione che non deve diventare normalità


GIUGLIANO – È un fenomeno tanto spiacevole quanto, purtroppo, ricorrente, quello delle molestie stradali che ogni donna, dall’adolescente alla madre di famiglia, è costretta a sopportare ogni qualvolta si trovi ad uscire sola o in compagnia di altre donne. L’ultima serie di episodi del genere riguarda un gruppo di ragazze giuglianesi che, stufe dei continui disturbi, hanno deciso tramite Instagram stories di denunciare quella che è nient’altro che una triste realtà.

“So che magari fare una storia a riguardo non cambierà nulla – ha esordito la nostra protagonista – però mi andava di esprimere la mia indignazione riguardo a certi avvenimenti. Ogni volta che ho sentito dire che le persone a Napoli fossero maleducate ho sempre cercato di dissentire, perché non la pensavo così. Ma crescendo mi sono resa conto che mi sbagliavo, e me ne rendo conto solo camminando per strada. Non so se sia un problema relativo esclusivamente ai paesi di provincia, ma qui tanta gente non sa cosa voglia dire avere rispetto per il prossimo”.

“Negli ultimi due giorni sono uscita in compagnia di altre tre mie amiche, eravamo  in totale quattro ragazze. Lunedì siamo state avvicinate da circa una ventina di uomini tra battute, fischi e commenti inopportuni. Non siamo state tranquille nemmeno un attimo, fino a quando a fine serata ci siamo trovate costrette addirittura a scappare da un gruppo di circa 30 ragazzi, che aveva iniziato a seguirci continuando a fare commenti”.

“Oggi (ieri n.d.r.) – ha continuato – abbiamo deciso di uscire nuovamente, perché a 18 anni è normale voler uscire e divertirsi, ma appena scese dall’auto  abbiamo notato un gruppo di giovani che ci fissava insistentemente. Dopo poco gli stessi hanno cominciato a prenderci in giro e a fare commenti, e a quel punto, avendo perso la pazienza in virtù anche della serata precedente, ho iniziato a rispondere a tono. Quando poi abbiamo deciso di lasciare il bar in cui eravamo, costrette dalla gravità della situazione, siamo state ulteriormente fermate da un gruppo di ragazzi in auto, che ci ha invitate a salire”.

“Credo che questo succeda ogni giorno a migliaia di ragazze nell’ambito del nostro territorio, e non solo. Non è normale non poter uscire di casa senza subire fastidi del genere alla nostra età, e in vari momenti ho temuto che le cose potessero davvero degenerare”, ha poi concluso.

La denuncia della nostra giovane testimone deve essere solo esemplificativa di una situazione che va avanti da troppo e non deve essere scambiata per normalità. Parlare delle cose che devono essere cambiate è solo il primo passo, e non possiamo far altro che farci portavoce della condizione di fastidio che le donne del nostro territorio sono costrette a subire ogni giorno.