Scuola, sierologici in ritardo: un docente su due tornerà in classe senza conoscerne il risultato

Scuola, sierologici in ritardo: un docente su due tornerà in classe senza conoscerne il risultato

Maddalena Gissi della Cisl Scuola: “Importante sapere quanti sono i positivi per correre ad eventuali ripari”


ITALIA – Ormai è un dato di fatto: i test sierologici volontari sui docenti sono in forte ritardo, e dunque un docente su due all’inizio della scuola arriverà senza conoscerne il risultato. Entro il prossimo lunedì, infatti, non si farà in tempo nemmeno ad appurare la positività della metà dei docenti che hanno deciso di sottoporsi al test volontario.

“Gli insegnanti stanno incontrando tante difficoltà – ha denunciato Maddalena Gissi della Cisl Scuola – e molti hanno deciso di fare il test a pagamento. La percentuale di coloro che non si sottoporranno al test credo si sia ridotta al 10% ma, tra quelli che hanno intenzione di farlo, è riuscito ad avere un appuntamento in tempo solo il 50%, in alcune aree forse il 60%. Sono stime, in attesa dei dati ufficiali che richiederemo assolutamente anche perché il test ai docenti rientra nel protocollo di sicurezza che abbiamo sottoscritto per tornare in classe in sicurezza. E’ importante anche perché dobbiamo sapere quanti sono i positivi: per capire quante sostituzioni e supplenze avviare all’inizio dell’anno scolastico. Si tratta di un’operazione importante dal punto di vista sanitario ma anche didattico, per far ripartire la scuola”.

“Abbiamo registrato diversi problemi – ha raccontato Silvestro Scotti, segretario nazionale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di medicina generale, quando gli è stato chiesto il perché del ritardo – un kit è formato da 25 campioni e una sola boccetta di reagente: all’inizio era un problema anche solo ottenere un kit per 15 pazienti. Problemi amministrativi, che ci hanno frenato. Ora dobbiamo capire se davvero lunedì è l’ultimo giorno utile per fare i test: dobbiamo restituire i kit non utilizzati? Dobbiamo consegnare la reportistica? In realtà ci sono Regioni che non apriranno le scuole il 14 ma il 24, lì i test andranno avanti? Aspettiamo un chiarimento dal ministero della salute, prima del 7 ovviamente altrimenti non sappiamo come muoverci”.