Assegna “Bella ciao” alla sua classe e scoppia la polemica, ma Azzolina difende: “Patrimonio italiano”

Assegna “Bella ciao” alla sua classe e scoppia la polemica, ma Azzolina difende: “Patrimonio italiano”

“E’ un canto che diffonde valori del tutto universali di opposizione alle guerre ed agli estremismi”


PIGLIO (FROSINONE) – Risaliva a qualche giorno fa la notizia di una docente di musica delle scuole medie dell’istituto Ottaviano Bottini di Piglio che tra i brani assegnati alla sua classe aveva deciso di inserire “Bella Ciao”, noto simbolo della lotta del movimento partigiano. In seguito alla suddetta assegnazione un deputato di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli, aveva deciso di presentare un’interrogazione scritta chiedendo se questo fosse legittimo.

“L’insegnante, facendolo passare per didattica, ha assegnato come compito la lettura ritmico-melodica ed esecuzione strumentale del brano Bella Ciao – ha scritto Rampelli- Ma l’insegnante ignora che l’inno partigiano è divisivo perché rappresenta una parte politica ben definita, purtroppo protagonista anche di violenze efferate e ingiustificate, anche nei confronti di civili, preti, donne e bambini. È storicamente accertato infatti, secondo l’opinione dell’interrogante, che molteplici frange che cantavano l’inno partigiano Bella Ciao organizzavano la sottomissione dell’Italia all’Urss, sottraendola alla protezione americana e quindi proseguendo sulla strada della limitazione delle libertà fondamentali attraverso l’instaurazione di un regime comunista”.

Arrivata altrettanto velocemente, dunque, la replica del ministro Azzolina: “Il brano ‘Bella Ciao’ è parte del patrimonio culturale italiano, noto a livello internazionale, tradotto e cantato in tutto il mondo. E’ un canto che diffonde valori del tutto universali di opposizione alle guerre ed agli estremismi”.

Al fianco della ministra è sceso in campo il vicepresidente per Leu della Commissione Cultura di Montecitorio, Nicola Fratoianni. “Francamente è singolare – sostiene – che in una fase così complicata per la vita degli italiani, ci siano forze politiche della destra italiana, in particolare di FDI così indignate e preoccupate perché nelle scuole del nostro Paese si canti Bella Ciao. Ha fatto bene il governo a ricordare che questa canzone appartiene al patrimonio culturale del nostro Paese e non solo, e che diffonde valori universali”.