Campania, la nuova ondata mette in ginocchio la sanità: fondi finiti, analisi solo a pagamento

Campania, la nuova ondata mette in ginocchio la sanità: fondi finiti, analisi solo a pagamento

“Il fatto che quasi tutte le risorse siano state utilizzate per fronteggiare la pandemia ha causato l’impossibilità di garantire lo spazio di cure per le altre malattie”


CAMPANIA – La seconda ondata del Coronavirus era una batosta che, come avevano preannunciato gli esperti, la sanità campana non poteva permettersi. Ed infatti è stato così. “Il sistema sta collassando, non eravamo pronti. Forse speravano che questa seconda ondata non ci sarebbe mai stata – ha detto Enzo Bencivenga, segretario regionale Anaao-Assomed Campania, l’associazione dei medici e dei dirigenti sanitari – L’Anaao ritiene che oggi si scontino soprattutto alcuni ritardi da parte del governatore Vincenzo De Luca e della Regione Campania accumulati nella fase in cui la diffusione del virus è stata più contenuta”.

“Si è perso tempo – sottolinea Bencivenga – non c’è stata un’organizzazione della rete ospedaliera Covid e non Covid, il territorio non è stato organizzato nè sappiamo quante Usca sono state attivate. Non riusciamo a curare a domicilio i sintomatici postivi. Mancando questo filtro, si intasa pure il pronto soccorso, con tutte le conseguenze del caso per le persone con patologie diverse dal Covid”.

Tuttavia l’emergenza non riguarda più solo il Coronavirus, dato che ormai sia nei grandi che nei piccoli ospedali all’interno della Regione è diventato praticamente impossibile ricevere cure sostenute dallo Stato per malattie diverse dallo stesso virus. “Il fatto che quasi tutte le risorse siano state utilizzate per fronteggiare la pandemia – ha continuato il segretario – ha causato l’impossibilità, per la rete del sistema sanitario, di garantire lo spazio di cure per le altre malattie. L’ordinario non lo sta facendo più nessuno. Le persone non sanno dove e a chi rivolgersi né che cosa fare”.

La direzione verso cui ci si sta dirigendo è dunque chiara: tra qualche settimana anche servizi sanitari basilari, come semplici analisi del sangue, potranno essere erogate solo a pagamento. “Se non ci fosse da piangere, verrebbe da dire che questa vicenda si sta trasformando in una specie di barzelletta che oggi fa ancora più male perché – afferma Lamberti, presidente di Federlab – a pagarne le conseguenze saranno soprattutto i malati cronici e tutte quelle persone in difficoltà economica che, nelle settimane del lockdown, hanno avuto gravi danni a causa del mancato o ritardato accesso alle prestazioni sanitarie monopolizzate dall’emergenza Covid. Gente che si vedrà ora costretta a rinviare ulteriormente gli accertamenti o, se indifferibili, a pagarli di tasca propria per effettuarli”.