Coronavirus, allarme nell’ospedale campano: 4 contagiati in 4 giorni

Coronavirus, allarme nell’ospedale campano: 4 contagiati in 4 giorni

Urgente la richiesta di attivare i piani di potenziamento dell’offerta di posti letto Covid-19


AVELLINO – Un altro paziente positivo all’Azienda ospedaliera Moscati. È il quarto in quattro giorni, il secondo nel reparto di Oncologia. Tutti si sono infettati durante la degenza: al tampone effettuato prima del ricovero erano, infatti, risultati tutti negativi.

Questa volta si tratta di un uomo di 73 anni di Avellino che si trova da fine settembre nell’Unità operativa diretta da Cesare Gridelli e ha contratto il Covid-19 perché era nella stessa stanza dell’uomo di 65 di Saviano (uno dei tre casi precedenti) che aveva scoperto di essere positivo giovedì scorso prima di essere dimesso. Gli altri due positivi sono stati rilevati in Pediatria (un ragazzo di 12 anni di Tufino in provincia di Napoli) e in Ginecologia (una donna di 31 anni di Lauro). «Il paziente spiega il primario di Oncologia Cesare Gridelli, riferendosi all’ultimo caso registrato era stato già sottoposto al tampone molecolare giovedì scorso. Ed era risultato negativo. In questi giorni, avendo avuto un contatto con un contagiato, è stato comunque in isolamento nella sua stanza. Lunedì mattina abbiamo ripetuto il tampone ed è risultato positivo». Quindi, ieri mattina l’uomo è stato trasferito nel Covid Hospital appena riattivato: «Oncologia è Covid free», informa Gridelli. «Tutti gli ambienti – prosegue – sono stati sanificati e il personale entrato in contatto con l’uomo ha effettuato il test per verificare la positività o meno al nuovo Coronavirus».

Il primario torna sul caso precedente, al centro anche di un giallo in quanto non comunicato dall’Azienda ospedaliera Moscati che in una nota diffusa nella serata di giovedì scorso aveva parlato del «passaggio in reparto di un familiare accompagnatore positivo al Covid» ma non di un degente infetto. Anzi, nella nota era precisato che «il paziente» accompagnato in reparto dal familiare era «negativo». Gridelli ora precisa: «C’è stato un errore di comunicazione. In quanto, pure il passaggio del familiare c’è stato e dal mio reparto sono state inviate due comunicazioni in merito». Quindi, procedendo con ordine: «Il paziente di Saviano aveva fatto il tampone in pre-ricovero (con esito negativo) nei tempi previsti dalla normativa ovvero 48-72 ore prima di accedere in ospedale per una degenza programmata. In ospedale è stato poi è accompagnato dal figlio che, asintomatico, ha scoperto qualche giorno dopo di aver contratto il virus. Appresa la notizia, abbiamo ripetuto il tampone, quando l’uomo era già in dimissione, ed è risultato positivo». Nel frattempo, però, il 65enne aveva trascorso due giorni al fianco di un altro paziente (l’avellinese risultato positivo ieri) e aveva avuto contatti con il personale: «I medici e gli infermieri che l’hanno assistito hanno effettuato il tampone: sono risultati tutti negativi», conclude Gridelli.

Dunque, ieri mattina, in condizioni di emergenza per la presenza da circa 12 ore in Pronto soccorso di due casi conclamati di Covid 19, è stato riattivato il Covid Hospital. La struttura dedicata ai contagiati è stata allestita ad aprile nella palazzina Alpi (adiacente all’ingresso principale della città ospedaliera): è dotata di 52 posti letto attrezzati anche per la terapia intensiva e subintensiva. Al momento, è stato reso accessibile un solo piano con 16 posti letto per la degenza ordinaria: qui sono stati trasferiti i pazienti covid di Malattie infettive (12 in tutto) e i due arrivati l’altra sera in Pronto soccorso. Uno dei quali, residente a Montella, desta particolare preoccupazione in quanto avrebbe dichiarato di avere la febbre da circa 20 giorni, ma il medico di famiglia non avrebbe mai autorizzato la somministrazione del tampone, non allertando il Servizio di Epidemiologia e prevenzione (Sep) dell’Asl, trattando la patologia come un’influenza stagionale e consentendo all’assistito di avere contatti con parenti e amici presso la sua abitazione.

Intanto, a Contrada Amoretta presto potrebbe esserci una riduzione di alcuni servizi. Infatti, alla luce dell’attuale situazione regionale, da Napoli hanno ribadito, ai direttori generali delle Aziende ospedaliere e sanitarie, di rendere operativi tutti i posti letto Covid-19 con particolare riguardo alle diverse tipologie assistenziali (terapia intensiva, semintensiva, degenza). Urgente anche la richiesta di attivare i piani di potenziamento dell’offerta di posti letto Covid-19, sulla base delle indicazioni fornite con una nota dell’Unita di Crisi, provvedendo nel contempo a limitare o sospendere temporaneamente le attività ambulatoriali e di elezione programmata, anche attraverso accorpamenti e processi di razionalizzazione di alcune Unità operative.

FONTE: ILMATTINO.IT