Coronavirus, ipotesi per un nuovo lockdown: prima cinema e palestre, poi le altre attività

Coronavirus, ipotesi per un nuovo lockdown: prima cinema e palestre, poi le altre attività

A Palazzo Chigi, si pensa ad un piano se il numero dei contagi dovesse vertiginosamente aumentare


ITALIA – La situazione Coronavirus in Italia è attualmente ancora sotto controllo, nonostante il forte aumento di casi nelle ultime settimane, prettamente asintomatici. Preoccupa, pertanto il fatto che un incremento eccessivo del numero di persone contagiate possa determinare nuove chiusure. L’ipotesi lockdown non è tra quelle considerate ma diverse ipotesi sono state avanzate nel caso in cui ci fosse un aggravamento.

Come riporta “Il Mattino”, Conte, Roberto Speranza e il Comitato tecnico scientifico (Cts) hanno fissato due punti fermi. Il primo è tenere le scuole aperte; il secondo è evitare un secondo lockdown che determinerebbe un ulteriore aggravamento delle condizioni economiche di gran parte dei cittadini. Allo stesso tempo, si valutano delle chiusure “chirurgiche”, come l’istituzione di zone rosse territoriali e lockdown limitati a singole città. Niente però stop a fabbriche e uffici.

Se il numero dei casi però dovesse essere molto elevato,  il Governo non può escludere misure più restrittive. Si potrebbe introdurre il divieto di assembramento, con il limite di 6-10 persone e, di conseguenza, non sarebbe più possibile organizzare feste private, matrimoni, comunioni o qualsiasi altro tipo di celebrazione.

Si potrebbe verificare una specie di “coprifuoco serale”, con la chiusura forzata delle attività commerciali a partire dalle 22, così da limitare la movida. «Il tutto avverrà gradualmente, osservando giorno per giorno l’indice Rt», spiega chi segue il dossier. Infine, ultimo drammatico passaggio, il lockdown parziale delle attività commerciali. I primi a chiudere sarebbero i cinema, i teatri, le palestre, per poi passare ai centri estetici e ai parrucchieri, seguiti da bar e ristoranti. Per ultimi i negozi, mentre è probabile che negli uffici venga reso obbligatorio lo smart working.

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