Covid-19, forze militari anche all’esterno delle scuole: stop alle feste di studenti

Covid-19, forze militari anche all’esterno delle scuole: stop alle feste di studenti

Dopo alcuni casi di contagio anche nelle scuole aumentano i controlli


ITALIA – Coronavirus, continua il boom di contagi. Il governo ha già fatto sapere che le forze dell’ordine e militari saranno utilizzati per contrastare gli assembramenti nelle aree della movida, ma allo stesso modo ci sarà molta più attenzione vicino alle scuole.

Ieri la ministra della Pubblica Istruzione, Lucia Azzolina, ne ha parlato con gli esperti dell’Istituto superiore di sanità e del Comitato tecnico scientifico. Gli studenti positivi sono 1.492. Sono 349 gli insegnanti contagiati, 116 i casi tra il personale non docente. Per gli studenti la percentuale è dello 0,021 per cento, ma è una percentuale poco significativa. E comunque la presenza di un positivo in classe ha un effetto che coinvolge molti altri compagni e insegnanti, basta dunque una percentuale bassa per paralizzare l’attività didattica o, peggio ancora, se non viene rilevato per tempo è sufficiente un positivo per provocare un cluster. Purtroppo sono veramente in pochi a rispettare le regole anti contagio: l’uso della mascherina, il distanziamento sociale. Pochi minuti prima, davanti ai cancelli, e all’uscita, subito dopo la campanella, difficilmente frenano l’entusiasmo di ragazzi o adolescenti: stanno in gruppo, formano capannelli, assembramenti, spesso la mascherina viene rimossa.

Serviranno due o tre settimane per misurare il reale effetto della riapertura delle scuole sulla trasmissione del virus. In forma preventiva, però, appare evidente che la fase più delicata è quella dell’entrata, dell’uscita, della formazione dei grupponi davanti alle scuole. E si vuole alzare la guardia anche su attività come feste e cene di classe che in tempi normali sono parte della bellezza degli anni scolastici, ma in epoca Covid, purtroppo, sono il moltiplicatore perfetto del contagio. L’altra arma che, secondo gli esperti, andrà usata, ma solo di fronte a una impennata dei casi, sarà quella della turnazione delle “lezioni in presenza” alle superiori.
Si organizzerà un sistema che porti in classe il 50 per cento degli studenti e si affidi alla didattica a distanza, alle video conferenze per capirci, per l’altro 50. Al termine del vertice la ministra Azzolina ha spiegato: «Dalle prime valutazioni è emerso che, ad oggi, la scuola non ha avuto impatto sull’aumento dei contagi generali, se non in modo molto residuale. Il sistema scolastico sta tenendo perché si è attrezzato. Ma è convinzione di tutti che serve molta più prudenza in quelle fasi che riguardano il pre e post scuola».

I numeri sono bassi, ma quotidianamente ci sono segnalazioni di nuovi casi di coronavirus nelle scuole.

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