Covid in Campania, superata la quota 1000 via al piano di emergenza: 1.651 nuovi posti per i malati

Covid in Campania, superata la quota 1000 via al piano di emergenza: 1.651 nuovi posti per i malati

Scattano sul fronte ospedaliero le misure messe in campo dall’Unità di crisi


CAMPANIA – Dopo l’ultimo bollettino di ieri dove si sono registrati 1.127 casi in Campania è stato attuato così il piano di emergenza a livello sanitario:  blocco dei ricoveri e altri 700 posti letto da attivare, di cui 200 in di rianimazione, per arginare la progressione dei nuovi contagi da Coronavirius. Dunque scattano sul fronte ospedaliero le misure messe in campo dall’Unità di crisi. Disposta l’immediata attivazione di altri 674 posti letto nel circuito della rete Covid da individuare ad horas in tutte le aziende sanitarie della Campania.

Arriva  inoltre il semaforo, come riportato da Il Mattino,  rosso ai ricoveri ordinari programmati, sia medici sia chirurgici, nella misura necessaria a garantire spazi e personale per le attività di cura necessarie al circuito infettivologico. Saranno fatti salvi i ricoveri di urgenza (non differibili) e quelli per pazienti oncologici (medici e chirurgici). I letti d’ospedale da attivare si aggiungono ai 977 già programmati finora nella cosiddetta Fase C (ormai quasi esaurita e con posti residui nelle sole rianimazioni). Si guarda dunque a scenari che vanno molto oltre il livello epidemico preventivato che portano più su di altri due gradini la soglia di capienza massima. Il nuovo Piano può contare su un totale di 1.651 unità inserite nel recinto della Rete Covid articolati a loro volta in 991 posti ordinari (infettivologica), 359 di semintensiva e 301 di intensiva (Rianimazioni).  Il fabbisogno è stimato dagli algoritmi messi a punto dall’unità tecnica di Palazzo Santa Lucia a fronte di una curva esponenziale di crescita dei casi che si sta provando a piegare verso il basso. Fissato, per ogni Asl e azienda ospedaliera, il totale dei posti da assicurare suddividendo il fabbisogno nelle tre tipologie previste (intensiva, semintensiva e ordinaria). Starà all’autonomia dei manager procedere ora al potenziamento dei Covid hospital già attivi o puntare alla conversione di altri ospedali.

L’azienda dei Colli, dove c’è il Cotugno, deve passare dai 144 posti programmati (in realtà già oggi ne offre 180 più altri 12 di dialisi) a 263. Gli 80 che mancano saranno ricavati al Cto. Anche per il Cardarelli l’attuale sforzo dell’azienda che ha convertito il padiglione delle ortopedie mettendo a disposizione 60 posti (rispetto ai 16 programmati) dovrà spingersi fino a quota 95. Più complessa l’operazione a Napoli 1: la Asl dovrà non solo assicurare tutti i 68 posti programmati nella Covid unit di Napoli est (ne sono attivi 36) e i 70 del Loreto (su 50 in funzione) ma anche quasi triplicare la sua forza arrivando a 222. Qui le scelte sono tutte da decidere ma è probabile che il San Paolo sia il primo degli ospedali deputato a una riconversione. Incrementi da triplicare anche a Napoli Nord che passa da 26 a 73 posti mentre a Napoli sud le 83 unità assicurate da Boscotrecase dovranno quasi raddoppiare puntando su Nola e Maresca. Quest’ultimo già da oggi dovrà essere svuotato con dimissioni e trasferimenti (anche nelle Case di cura accreditate) dei pazienti in Ortopedia, Chirurgia e Medicina. Il blocco dei ricoveri è ieri scattato anche a Betania per i prossimi 15 giorni. Chiamati a svolgere la loro parte anche i Policlinici: la Federico II passa da 39 a 77 posti di cui 20 di intensiva (già attivi) e 19 di subintensiva a cui aggiungerne 38 di degenza ordinaria nel padiglione 18. Per la Vanvitelli si passa invece da 30 a 50. A Caserta infine è già avviata la conversione in Covid del presidio di Santa Maria Capua Vetere. L’obiettivo perseguito è chiaro: da un lato innalzare gli argini per evitare l’esondazione di malati dal fiume giornaliero dei nuovi contagi e dall’altro ridurre i nuovi casi. Il dato di fondo con cui fare i conti è la crescita esponenziale del fabbisogno di posti letto ordinari e anche di terapia intensiva. Sui grandi numeri dei nuovi contagi, infatti, anche la piccola percentuale (sei per cento) di malati che hanno necessità di cure in ospedale ovvero in terapia intensiva (uno per cento) finisce per saturare la rete Covid. Solo nel bollettino di ieri sono 72 i casi sintomatici registrati di cui 27 con bisogno di ricovero.