Covid, ospedale al limite: si potrebbe scegliere chi curare

Covid, ospedale al limite: si potrebbe scegliere chi curare

Dopo un “lungo lavoro” i medici hanno deciso che il criterio di scelta tra pazienti non sarà più l’età


ITALIA – I contagi aumentano e non accennano a calare la sanità è al collasso. Se ci si ammala di Covid e si avrà bisogno di un posto in terapia intensiva, in caso di sovraffollamento bisognerà affidarsi alla fortuna. Si dovrà sperare, come riportato da Il Mattino, che quel giorno a contendersi le cure salvavita ci siano pazienti più gravi a prescindere dal Covid. Solo così, se ci sarà per esempio un solo posto libero e più pazienti in attesa, la persona che ha meno problemi di salute la spunterà e riuscirà a farsi curare.

Visto l’aumento di contagi, i medici – come riportato da Il Mattino – hanno infatti stabilito alcuni criteri per alleviare il dilemma dei rianimatori. Non sono più, e non soltanto, l’appropriatezza e la proporzionalità delle cure a guidarli nella scelta, ma anche “esigenze di giustizia distributiva e di equa allocazione delle risorse sanitarie disponibili”. Il documento non è una novità.

Già lo scorso 6 marzo la Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (Siaarti) aveva indicato precise raccomandazioni per supportare i clinici coinvolti nella cura dei pazienti affetti da Covid. Per dare un aiuto nella scelta, si suggeriva di seguire il criterio anagrafico: quindi, in sostanza, tra due pazienti, la precedenza sarebbe andata a quello più giovane. Stavolta, il documento arriva direttamente dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), che lo ha condiviso con la Siaarti. Dopo un “lungo lavoro” i medici hanno deciso che il criterio di scelta tra pazienti non sarà più l’età, ma le patologie pregresse.

I CRITERI

criteri, si legge nel documento, comprendono: “La gravità del quadro clinico, le comorbilità, lo stato funzionale pregresso, l’impatto sulla persona dei potenziali effetti collaterali delle cure intensive, la conoscenza di espressioni di volontà precedenti nonché la stessa età biologica, la quale non può mai assumere carattere prevalente. Una delle preoccupazioni maggiori che abbiamo, se non ci saranno interventi nel rallentamento della curva epidemica nel giro di poche settimane, è che ci ritroveremo ad avere un esaurimento di posti letto giorno dopo giorno – ammette Filippo Anelli, presidente della Fnomceo -. A quel punto è come se giocassimo alle roulette russa: uno entra e gli altri rimangono fuori. E’ una situazione che non ci possiamo permettere”.

A chi dare priorità

Si legge ancora: “Abbiamo provato a regolamentare una situazione che era già accaduta nei periodi più bui del lockdown e aveva suscitato una serie di polemiche, perché la decisione di ricoverare o di scegliere chi deve essere attaccato alla macchina per avere una speranza di vita rispetto ad altre pone problemi etici e morali“. Il problema di coscienza dei medici andava insomma risolto. “Per noi diventa importante tranquillizzarli per quanto possibile. Nel nostro codice deontologico non si è mai posto il problema della scelta, e questo la dice lunga rispetto alla gravità della situazione. Il dramma che viviamo è la carenza dei medici, e per la formazione servono anni”. Dunque “le patologie, le condizioni generali e un gruppo di altri valori che il medico dovrà valutare caso per caso saranno determinanti di fronte a questa terribile scelta”.