Focus Benevento vs Napoli: Gli azzurri vedono le streghe, ma l’Insigne “giusto” e Petagna ribaltano tutto

Focus Benevento vs Napoli: Gli azzurri vedono le streghe, ma l’Insigne “giusto” e Petagna ribaltano tutto

Al Vigorito va in scena il derby della Campania e dei fratelli Insigne, che vanno entrambi a bersaglio. Al primo gol in A di Roberto, risponde un capolavoro di Lorenzo. Di Petagna il gol da tre punti. Infortunio per Bakayoko


BENEVENTO – Un primo tempo brutto, quasi una fotocopia di quello visto Giovedi sera contro l’AZ Alkmaar, ed il Napoli rischiava di festeggiare il suo personalissimo Halloween con quelche giorno di anticipo. Il derby campano e, soprattutto, il derby “degli Insigne” rischiava di propendere a favore del meno illustre della famiglia di Frattamaggiore, andando a bersaglio (per la prima volta in massima serie) sotto gli occhi di Lorenzo (30′). Ci è voluto un secondo tempo di buon spessore e gli innesti giusti da parte di Gattuso per riprendere la partita. Prima Insigne (Lorenzo) pareggia i conti con il Benevento e con il fratello minore (60′), poi la coppia entrata in campo da pochi minuti, Politano e Petagna, confezionano il gol da tre punti (67′), per tre punti importantissimi ai fini della classifica.

COSA E’ PIACIUTO

La reazione dopo lo svantaggio è stata ammirevole. Va detto che era quasi impossibile fare peggio della prima mezz’ora di gioco, quando la squadra non aveva idee gioco, vittima del pressing feroce dei calciatori del Benevento, bravi a chiudere ogni linea di passaggio e marcando sistematicamente ad uomo tutti i portatori di palla azzurra. La svolta si è avuto quando il Napoli ha alzato il ritmo e la carica atletica degli uomini di Insaghi è calata sensibilmente. Il Napoli ha costruito tante occasioni da rete, mettendo in carnet un palo esterno, una traversa, due gol annullati, due gol fatti e svariate occasioni sventate da un efficace Montipo’. Insomma, escludendo la famosa prima mezz’ora, i tre punti sono ampiamente meritati e forse, il risultato avrebbe potuto essere anche più ricco. Ma l’importante era riprendere la marcia, dopo l’intoppo infrasettimanale in campo europeo.

Lorenzo Insigne si aggiudica senza grossi dubbi il premio (Platonico) di migliore in campo. Al rientro in campionato dopo l’infortunio (era già rientrato Giovedì sera, ma senza lasciare grosse tracce di se), si riappropria dell’out di sinistra, dove Lozano stava facendo bene e quasi alimentando il dubbio sulla titolarità di Lorenzo nella sua zona di competenza. Dubbi fugati da una prestazione di grande livello, riuscendo ad essere positivo anche nella prima fase di gioco nella quale il Napoli non girava. Lorenzo (lo chiamiamo con il nome per non confonderlo con Roberto), impreziosisce la sua partita fatta di corsa ed intuizioni con un gol fantastico, quello del pareggio, inventando dal nulla un sinistro a giro che va a togliere la ragnatela sotto l’incrocio dei pali, alla destra di Montipo’, che probabilmente sarebbe rimasta lì come ornamento “halloweenesco”. Gol fantastico, il suo “cavallo di battaglia” ma eseguito con il piede debole. A questo punto ci domandiamo se non sia meglio utilizzare più spesso il sinistro. Prima del gol buono, ne aveva tsegnato anche un altro, annullato per offside, ed un paio di conclusioni che hanno impegnato Montipo’ in modo severo, avrebbero indirizzato la partita verso i binari più consoni già da qualche minuto. Detto questo, speriamo che Lorenzo possa mantenere questo rendimento e questa qualità.

Gattuso cambia pelle al Napoli ed intuisce che giocare con il solo Osimhen a coprire l’area di rigore non si andava da nessuna parte. L’ingresso di Politano al posto di uno spento Lozano e di Petagna a dare una mano al nigeriano a fare a sportellate in area di rigore cambiano la partita. Alla prima occasione, proprio i due subentrati confezionano il gol vittoria: Politano crea, Petagna finalizza. Bravo Gattuso a leggere il match, ma occhio a non “innamorarsi” troppo del 4-2-3-1 che oggi, come contro l’AZ Alkmaar, ha funzionato dopo. Almeno oggi, il Napoli è stato caparbio nel capovolgere il risultato.

COSA NON E’ PIACIUTO

Come ribadito più volte, la prima mezz’ora di gioco è stata angosciante. Napoli fermo sul posto, incapace di crearsi spazi per fare male a causa delle marcature “vintage”ordite da Inzaghi. Schiattarella e Dabo a uomo su Fabian e Bakayoko, impossibilitati a fare gioco, che inevitabilmente, partiva dalla linea difensiva con tutte le difficoltà del caso. A condire il tutto, Insigne a parte, l’intero attacco non sembra attraversare il suo momento migliore: Osimhen non riesce a trovare libertà d’azione, troppo imbrigliato dalla morsa Glik-Caldirola, che non offre spazio vitale per colpire; Mertens gioca anche peggio, toccando pochissimi palloni ma mai in modo importante e decisivo; infine Lozano, riportato a destra, non trova mai lo spunto decisivo. Sul messicano ci sono dubbi di un rigore, ma pesa di più il controllo sbagliato a pochi metri da Montipo’.

Il 4-2-3-1 stecca ancora. E’ evidente che contro squadre ben arroccate nella propria metà campo, si può andare in grande difficoltà, soprattutto quando la squadra chiamata a difendersi ha gamba per pressare e ripartire. In questi casi bisognerebbe essere bravi e caparbi nello sbloccare subito il punteggio per costringere la squadra che difende ad uscire. Al Napoli non è riuscito nulla di ciò, anzi è riuscito a subire un gol, praticamente una fotocopia di quello subito dall’AZ Alkmaar. Insigne (Roberto) come De Wit, bravo a raccogliere l’invito dal fondo di Lapadula e battere facilmente Meret da pochi metri. Ma il modo in cui il Napoli si fa sorprendere è bambinesco così come l’aver lasciato Insigne (Roberto) praticamente senza marcatura, nel cuore dell’area di rigore. Errore sanguinoso, che oggi, per fortuna, non ha pagato. Però, si spera che, con i recuperi di Elmas e Zielinski, Gattuso attinga nuovamente ad un centrocampo a tre, che aiuterebbe non solo la difesa, ma anche gli attaccanti talvolta lasciati in preda al loro destino.

L’infortunio di Bakayoko. Sperando non sia nulla di particolarmente grave, ma le prime voci parlando di un interessamento del ginocchio, che non è mai una bella notizia. Almeno, l’ex-mediano del Milan è uscito da campo con le sue gambe, ma molto in sofferenza. Si attendono notizie (che sicuramente non giungeranno prima di domani) per capire l’entita del danno. Certo che sarebbe un bel guaio la rinuncia al francese, che è già diventato una colonna portante della mediana azzurra. Al Vigorito una buona partita, senza squilli di tromba, ma vale tantissimo la calma con cui Tiemouè governa il pallone senza mai lasciarsi sopraffare dal pressing avversario, per non parlare della consueta generosità, che è il suo marchio di fabbrica. Proprio un suo ripiegamento difensivo è causa dell’infortunio; un eccesso di foga che si spera possa pagare con un infortunio di lieve entità. Il Napoli ha enorme bisogno dei suoi muscoli. Ad ogni modo, in bocca al lupo.

 

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