Giovane ucciso, la famiglia chiede giustizia. Borrelli: “Evitassero di crescere i figli come criminali”

Giovane ucciso, la famiglia chiede giustizia. Borrelli: “Evitassero di crescere i figli come criminali”

Il Consigliere: non comprendiamo come facciano a non interrogarsi, invece, su come hanno cresciuto i propri figli, vittime innocenti di contesti di degrado e criminalità, educati, in molti casi, alla delinquenza fin da bambini


NAPOLI – “La famiglia di Luigi Caiafa, il baby rapinatore ucciso sabato notte durante un conflitto a fuoco con la polizia a cui va sempre il nostro sostegno, ha chiesto giustizia. Non si discute il dolore di un padre e una madre per la morte di un ragazzino di 17 anni, ma non dimentichiamoci in che contesto è avvenuta la tragedia. Saranno sicuramente le indagini a fare chiarezza sulla vicenda, ma dalle prime ricostruzioni il giovane era coinvolto in una rapina assieme ad un complice, figlio del noto criminale “Genny a carogna’, armato di una pistola su cui sono in corso delle verifiche.

Capiamo il dolore, non comprendiamo però, come è già accaduto in casi analoghi, come facciano queste persone a chiedere giustizia e verità e a non interrogarsi, invece, su come hanno cresciuto i propri figli, vittime innocenti di contesti di degrado e criminalità, educati, in molti casi, alla delinquenza fin da bambini. Se ‘allevano’ figli come futuri delinquenti quale destino immaginano possano avere? C’è un tema, purtroppo, che denunciamo da anni: camorristi e criminali non devono avere la possibilità di crescere i propri figli, inconsapevolmente condannati ad una vita di illegalità e crimini, senza alcun controllo o intervento dello Stato”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde.

COMUNICATO STAMPA