La lettera di una studentessa a De Luca: “Mi liberi dalla vergogna di saper leggere e scrivere”

La lettera di una studentessa a De Luca: “Mi liberi dalla vergogna di saper leggere e scrivere”

“Lei potrebbe aiutarmi a curare questa innaturale dipendenza dalla voglia di imparare”, ha scritto la ragazza


CAMPANIA – Dopo la consueta diretta settimanale di ieri di Vincenzo De Luca, una sua dichiarazione non è passata inosservata ai tanti genitori e soprattutto studenti. Stiamo parlando della citazione delle parole di una mamma che sul tema scuole chiuse aveva risposto ad un giornalista “La mia bambina è venuta da me piangendo e mi ha detto: mamma, io voglio andare a scuola”. Il Governatore aveva criticato mamma e figlia con toni duri: “Un OGM cresciuta col plutonio”.

Una studentessa ha così deciso di rispondere al Governatore scrivendogli una lettere, inviata a Fanpage e conseguentemente pubblicata. La 18enne ha utilizzato nei confronti del governatore molto forti e dure.

LA LETTERA

Gentile Presidente De Luca,

Sono una ragazza di 18 anni e scrivo per ringraziarLa. In questo periodo di enorme incertezza sento proprio di avere bisogno di una guida, di persone serie e mature come Lei, che di fronte a tutti gli adulti in giacca e cravatta con cui potrebbero discutere, decidono di prendersela con una bambina in lacrime. È una mossa astuta, me lo lasci dire, anche se la tecnica mi suona familiare. Può darsi che un giorno -a scuola, probabilmente- abbia letto qualcosa sull’efficacia di attaccare e strumentalizzare le persone che non possono difendersi da sole.

Ma con questo non creda che mi piaccia leggere! Non vorrei di certo perdere la sua stima, quindi mi permetta di precisare che io non voglio avere nulla a che vedere con la cultura. La odio, la cultura. Odio stimolare il mio pensiero critico, odio quei professori che ci dicono di aprire la mente, odio saper argomentare le mie idee ed essere in grado di difendere i miei diritti. Forse Lei potrebbe aiutarmi a curare questa innaturale dipendenza dalla voglia di imparare e addirittura, se non chiedo troppo, liberarmi anche dalla vergogna di saper leggere e scrivere.

Da OGM le assicuro che non c’è niente di più insopportabile di pensare con la mia testa, di incarnare il futuro dell’Italia, di stare seduta al mio banco e avvertire il calore di decine di cuori che battono per un’unica causa. Mi salvi, la prego.”