Lockdown in Campania, tra lunedì e martedì la Regione varerà l’ordinanza: tutte le chiusure

Lockdown in Campania, tra lunedì e martedì la Regione varerà l’ordinanza: tutte le chiusure

Le restrizioni riguardano maggiormente tutte le attività commerciali di non prima necessità


CAMPANIA – De Luca durante la diretta di ieri è stato caregorico: “Chiederò al Governo la chiusura di tutto, per l’Italia deciderà lui per la Campania farmo noi. Chiuderemo per 30-40 giorni”. Decisione ormai certa, infatti tra  lunedì e martedì la Regione varerà l’ordinanza di lockdown. Appena dopo un Dpcm del governo che dovrebbe arrivare domenica sera.

In Campania si studia un’ordinanza con misure durissime che riporteranno le lancette dell’orologio al marzo scorso. Con esiti che potrebbero essere imprevedibili dal punto di vista dell’ordine sociale. Le nuove norme dovrebbero avere una validità di 30 o 40 giorni per arrivare, come riportato da Il Mattino, sino al ponte dell’Immacolata, appena prima delle festività natalizie. Gli uffici della Regione sono lavoro da ieri per mettere a punto l’ordinanza che si rifà ad una legge del 1978 in cui il presidente della Regione può varare restrizioni in casi gravi per motivi sanitari.

Le restrizioni riguardano maggiormente tutte le attività commerciali di non prima necessità. Deroga, ovviamente, solo per i negozi per la vendita di beni di prima necessità come alimentari, supermercati, elettronica, edicole e tabacchi. Rientrano, ovviamente nella chiusura, anche bar, ristoranti e tutti il settore del food (non è noto se questa volta il delivery verrà permesso). Vietate le uscite per studenti che dovranno accontentarsi di seguire le elezioni in remoto. E per la scuola che non torna in classe dalla settimana scorsa sarà uno stop lunghissimo. A rimanere al lavoro, secondo le poche informazioni che circolano in queste ore a palazzo Santa Lucia, saranno solo le attività produttive in senso stretto. Quindi le aziende di tutto i comparti produttivi, specie se legate a commesse estere, i cantieri dell’edilizia (pubblica e privata) e tutto il settore legato all’agro-alimentare. Non verranno fermati i trasporti ma con la stretta alla mobilità è ovvio che ci sarà una riduzione.
Disco rosso per palestre, saune, sale bingo e, in generale, tutti i luoghi di ritrovo che possono scatenare contagi. Solo i servizi ritenuti essenziali, quindi, potranno lavorare.

Discorso a parte per  lo sport. Unica deroga, sempre riferendosi allo sport, riguarderà le squadre calcistiche di serie A e B che potranno continuare a giocare (ma con restrizioni di pubblico ancora più dure) perché i campionati sono legati a contratti e calendari federali. Palazzo Santa Lucia non potrà vietare l’ingresso da altre regioni d’Italia o dall’estero ma può imporre, norme alla mano, la quarantena per chi arriva o l’obbligo del tampone. E la stessa cosa vale per chi vuole allontanarsi da questa regione. A meno che non siano i luoghi di arrivo a imporre norme restrittive.

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