Melito, il Sindaco Amente sotto sorveglianza dopo le minacce dei giorni scorsi

Melito, il Sindaco Amente sotto sorveglianza dopo le minacce dei giorni scorsi

Dopo le minacce e le aggressioni subite, il Primo cittadino ha deciso di scrivere al Prefetto di Napoli


MELITO – E’ sotto sorveglianza 24 ore su 24 il Sindaco di Melito Antonio Amente dopo che nei giorni scorsi, alcuni balordi, dopo averlo minacciato verbalmente, hanno colpito la sua auto diverse volte. Già da ieri sera un’auto con a bordo gli uomini della sorveglianza ha presidiato l’abitazione del Primo Cittadino melitese e nella giornata di oggi lo hanno accompagnato al Comune senza perderlo di vista neanche per un istante.

IL POST DEL SINDACO

Intorno alle 13,30 ho riunito alcuni stretti collaboratori perché da qualche ora si respirava brutta aria in strada. In città si raccontava di un tentativo di sfiducia nei miei confronti da parte di forze oscure.  Ha così chiamato ad uno ad uno i consiglieri comunali per verificare che non ci fossero problemi politici e tenesse la stabilità della maggioranza. D’altronde non poteva essere altrimenti, visto che avevo appena varato la nuova giunta e verificato la tenuta della maggioranza lunedì e successivamente mercoledì e niente lasciava presagire che potessero esserci tredici consiglieri comunali per firmare il documento di sfiducia.

Così sono sceso per far visita a mia madre ed in quei minuti il consigliere Palumbo, che collabora a braccio a braccio con me praticamente da inizio mandato, ha ricevuto una telefonata e si è allontanato scuro in volto è notevolmente preoccupato.
Poco più tardi sono rientrato in Comune ed ha avvisato i presenti di essere stato avvicinato da due uomini in sella ad uno scooter che mi hanno intimato di dimettermi, colpendo l’auto con vari colpi.

Non ho avuto neanche il tempo di razionalizzare che è arrivava la notizia che il consigliere Nino Palumbo era stato colto da malore all’esterno di un bar dopo aver colloquiato con persone che nulla c’entrano con il mondo della politica. Da quello che mi è stato raccontato avrebbe dovuto essere il 13esimo per sfiduciarmi dinanzi al notaio. Nino è stato così colto da malore e salvato da un medico che, udite le urla, lo ha soccorso in strada prima dell’arrivo dell’ambulanza.  Mi sono così recato alla vicina tenenza dei carabinieri, denunciando il tutto.

Nino è ricoverato in ospedale a Giugliano in stato di semi incoscienza. Sono appena passato a chiedere informazioni e, ringraziando il Signore, i medici mi hanno riferito che non è in pericolo di vita ma resta sotto osservazione.  Avrò commesso anche tanti errori, ma l’ho fatto in buona fede e sempre rispettando la legge. Faccio un appello i miei concittadini che hanno sete di LEGALITÀ: facciamo fronte Comune contro questo schifo, ne va della nostra vita e del futuro dei nostri figli.

Dopo le minacce e le aggressioni subite, il Primo cittadino di Melito ha deciso di scrivere al Prefetto di Napoli chiedendo una maggiore presenza di forze dell’ordine sul territorio ed ha minacciato le dimissioni nel caso in cui non dovessero arrivare.

LA LETTERA AL PREFETTO

Ecc.nza Prefetto,
Avrei preferito che la nostra prima corrispondenza fosse stata incentrata semplicemente sull’augurio di un proficuo lavoro per l’onorevole ed oneroso incarico conferiteLe ed invece mi trovo costretto a chiedere il Suo aiuto in seguito ai fatti accaduti nella giornata di ieri e riportati dai principali organi di stampa.
Nella giornata di ieri, infatti, a Melito di Napoli, città che amministro dal 2017, è stato messo a segno un duro attacco alle istituzioni, alla libertà, alla democrazia e soprattutto alla legalità.
È pertanto doveroso riportarLe, l’esatta dinamica dei fatti, così come già denunciato alla locale tenenza dei carabinieri in presenza del maggiore Gabriele Lo Conte, comandante della compagnia dell’Arma di Marano di cui Melito di Napoli fa parte.
Intorno alle 13,30 di ieri ho riunito alcuni dei miei più stretti collaboratori perché da qualche ora si respirava brutta aria in strada. In città si raccontava di un tentativo di sfiducia nei miei confronti da parte di forze occulte. Ho così chiamato ad uno ad uno i consiglieri comunali per verificare che non ci fossero problemi politici e tenesse la stabilità della maggioranza.
D’altronde non poteva essere altrimenti, visto che avevo appena varato la nuova giunta e verificato la tenuta della maggioranza lunedì e successivamente mercoledì e niente lasciava presagire che potessero esserci tredici consiglieri comunali per firmare il documento di sfiducia.
Così sono sceso per far visita a mia madre ed in quei minuti il consigliere Palumbo, che collabora strettamente con me praticamente da inizio mandato, ha ricevuto una telefonata e si è allontanato scuro in volto e notevolmente preoccupato. Poco più tardi sono rientrato in Comune ed ho avvisato i presenti di essere stato avvicinato da due uomini in sella ad uno scooter che mi hanno intimato di dimettermi.
Non ho avuto neanche il tempo di razionalizzare che è arrivava la notizia che il consigliere Nino Palumbo era stato colto da malore all’esterno di un bar dopo aver colloquiato con persone che nulla c’entrano con il mondo della politica. Da quello che mi è stato raccontato avrebbe dovuto avere il ruolo di 13esimo consigliere per sfiduciarmi dinanzi al notaio.
Preso atto di ciò, mi sono immediatamente recato alla tenenza dei carabinieri denunciando il tutto e dove venivo avvisato che il consigliere Palumbo era ricoverato all’ospedale di Giugliano, tenuto sotto osservazione, perché in condizioni critiche.
Quella che Le ho raccontato è una vicenda che mi ha fortemente scosso e che mi ha indotto ad inviarLe questa missiva.
I carabinieri operanti in città sono oberati di lavoro e nonostante gli enormi sforzi non sono numericamente sufficiente per arginare la piaga della micro e macro criminalità in una realtà particolarmente difficile, dove non sono presenti altri presidi di polizia, nonostante Melito di Napoli conti 40mila abitanti in poco più di 3 chilometri quadrati e la presenza di grosse famiglie camorristiche.
C’è, quindi, una lampante emergenza Legalità, percepita dei cittadini in modo evidente e particolarmente preoccupante dopo l’attentato alle istituzioni compiuto nella giornata di ieri.
Le chiedo, dunque, l’adozione di opportuni ed incisivi interventi, al fine di assicurare un rafforzamento del controllo del territorio, attraverso una presenza maggiore delle forze dell’ordine nel comune di Melito di Napoli. Qualora ciò non dovesse accadere, con la morte nel cuore, sarò costretto a consegnarLe simbolicamente le chiavi della città ed a rassegnare le dimissioni dalla carica di Sindaco. In attesa di poterLa incontrare di persona, La saluto e resto a Sua totale disposizione.