Napoli, la rivolta dei pizzaioli contro il coprifuoco: “Per noi impossibile rispettarlo”

Napoli, la rivolta dei pizzaioli contro il coprifuoco: “Per noi impossibile rispettarlo”

“A Napoli – hanno detto – si va a cena tra le 21:30 e le 22. E’ quindi impensabile far conciliare gli orari. A chi dobbiamo chiedere soldi se le istituzioni non ci aiutano?”


NAPOLI – E’ stata ufficializzata oggi la decisione di De Luca di istituire il coprifuoco in Campania, vietando gli spostamenti, tranne che per motivi di necessità, dalle 23 alle 5 del mattino. Di fronte a questa decisione, però, pizzaioli e ristoratori napoletani non ci stanno. I lavoratori del settore hanno esternato la propria rabbia alla trasmissione Mediaset “Pomeriggio Cinque”.

“A Napoli – hanno detto – si va a cena tra le 21:30 e le 22. E’ quindi impensabile far conciliare gli orari di questo coprifuoco con la ristorazione. Così non possiamo andare avanti, andremo al collasso e tutto il nostro impegno verrà vanificato. A De Luca chiediamo soltanto di farci lavorare, rispettando le regole e garantendo, ai nostri clienti, la sicurezza”.

A Il Mattino, poi, il titolare della Pizzeria “Casa Capasso”, di via dei Tribunali, ha aggiunto: “A cosa serve farci restare aperti se poi siamo destinati a morire con una lenta agonia? Se le istituzioni non ci aiutano, a chi dobbiamo andare a chiedere i soldi se non potremo nemmeno pagare i nostri dipendenti?”.

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