Nuovo Dpcm, Conte questa sera annuncia nuove restrizioni: incontro tra maggioranza e opposizione

Nuovo Dpcm, Conte questa sera annuncia nuove restrizioni: incontro tra maggioranza e opposizione

La videoconferenza è frutto della richiesta del capo dello Stato Sergio Mattarella a tutte le figure politiche istituzionali per lavorare insieme alla nuova offensiva della pandemia


ITALIA – Sono ore decisive queste a Palazzo Chigi dove si sono intrecciate due diverse riunioni in videoconferenza. Una si è tenuta col ministro Francesco Boccia, in isolamento perché positivo al Covid, e i presidenti delle altre regioni.

Mentre l’altra, inedita e più importante, è il confronto tra il premier Giuseppe Conte e i capigruppo di maggioranza e opposizione. La videoconferenza è frutto di una richiesta, questa mattina, al capo dello Stato Sergio Mattarella a tutte le figure politiche istituzionali per lavorare insieme alla nuova offensiva della pandemia. C’è quindi una brusca accelerazione che dovrebbe portare già questa sera al varo e all’annuncio al paese per via televisiva di un nuovo Dpcm contenente misure concertate anche con i governatori. Si parla di un coprifuoco su scala nazionale dalle ore 19 per una durata, intanto, di tre settimane.

Negozi aperti

Chiusura di bar e ristoranti dalle 18 – fatta salva la possibilità di fare asporto – mentre i negozi rimarranno aperti. Chiusura per palestre, cinema e teatri, costretti a tirare giù le saracinesche. Questa, a quanto apprende l’agenzia Adnkronos da autorevoli fonti, l’ipotesi a cui lavora il governo, Ipotesi sul tavolo della riunione tra il premier Giuseppe Conte e i capidelegazione delle forze di maggioranza, sospesa in attesa di vagliare i profili di economicità dei ristori per salvaguardare le categorie più colpite dal nuovo giro di vite allo studio del governo per fronteggiare la seconda ondata di Covid 19.

Divieto di circolazione non anticipato

Anticipare la chiusura dei bar e dei ristoranti alle 18, si apprende ancora, non comporterà un divieto di circolazione anticipato allo stesso orario, ovvero al tardo pomeriggio. Le stesse fonti spiegano che decisivo sarà ora il confronto con il Comitato tecnico scientifico e le regioni sulla nuova stretta. La prosecuzione della riunione tra Conte e capidelegazione non è ancora stata fissata, si attende la verifica dei dicasteri economici sui ristori.

Non spostarsi in un comune diverso da quello di residenza

«È fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune». È quanto si legge nella prima bozza del Dpcm anti-Covid in procinto di essere varato dal governo. Il testo è ancora in via di definizione.

Scuola: materna, elementari e medie in presenza

L’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione – materna, elementari e medie – e per i servizi educativi per l’infanzia continuerà a svolgersi in presenza. Lo si legge nella prima bozza del nuovo Dpcm, in via di definizione. Le scuole superiori adotteranno una Dad pari al 75% delle attività e dunque un 25% in presenza su tutto il territorio nazionale, uniformando le ordinanze regionali. Lo si apprende dalla prima bozza del Dpcm, ancora in via di definizione.

Bar e ristoranti chiusi le domeniche e nei festivi

«A decorrere dal 26 ottobre 2020, le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti,gelaterie, pasticcerie) sono sospese la domenica e i giorni festivi; negli altri giorni le predette attività sono consentite dalle ore 5 fino alle 18; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi;dopo le 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico». È quanto si legge nella bozza del nuovo Dpcm. «Resta consentita senza limiti di orario – si legge ancora – la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti;resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi». «Detti protocolli o linee guida sono adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali e comunque incoerenza con i criteri di cui all’allegato 10; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente», conclude.
«Sono sospese le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza, nonché centri culturali, centri sociali e centri ricreativi; ferma restando la sospensione delle attività di piscine e palestre, l’attività sportiva di base e l’attività motoria in genere svolte presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sono consentite nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), fatti salvi gli ulteriori indirizzi operativi emanati dalle Regioni e dalle Province autonome, ai sensi dell’ art. 1, comma 14, del decreto-legge n. 33 del 2020». È quanto si legge nella bozza del nuovo Dpcm

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