Ottobre è prevenzione donna: oltre allo screening per il tumore al seno, quello per la cervice uterina

Ottobre è prevenzione donna: oltre allo screening per il tumore al seno, quello per la cervice uterina

Mammografia per il cancro mammario e gli esami per scoprire il Papilloma virus, principale responsabile dell’insorgenza di diverse neoplasie


Ottobre è donna. Ormai già da anni, è il mese rosa è dedicato alla prevenzione.  Se per lo screening per la diagnosi precoce del tumore mammario si esegue una mammografia ogni 2 anni e si rivolge alle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, per quanto riguarda la diagnosi precoce del tumore alla cervice uterina si ricorre a due esami: PAP-TEST e HPV-TEST.

I due test rilevano la presenza del Papilloma virus umano, che è che il principale responsabile dell’insorgenza del tumore alla cervice uterina, ma in alcuni casi è responsabile anche del tumore all’ano, pene, vagina e orofaringe. Le cause possono essere: frequenti rapporti sessuali occasionali con partner diversi, sesso non protetto a cui si aggiungono fumo di sigarette e uso prolungato di contraccettivi orali. Il problema è che circa l’80% delle donne sessualmente attive lo contrae almeno una volta nella vita, ma fortunatamente nella maggior parte dei casi, si risolve in maniera spontanea.

Ma quale è la differenza dei due test?

Entrambi si effettuano prelevando una piccola quantità di cellule dal collo dell’utero e servono per identificare cellule malate. Ma mentre il Pap-test si effettua ogni tre anni e dai 25 anni in su, l’Hpv-test si effettua ogni 5 anni e dai 30-35 anni.

Ma, mentre il Pap test identifica alterazioni pre-tumorali già presenti da tempo, il test Hpv arriva prima, anticipa la diagnosi del Pap test e quindi quest’ultimo ci consente di identificare le donne a rischio con grande anticipo. La positività al test non indica, quindi, che la donna svilupperà un tumore all’utero ma consente di avere sotto controllo le donne che sono più a rischio.

L’HPV TEST, inoltre, è in grado di ridurre drasticamente i falsi negativi del solo Pap-test che sono fino al 10%. La combinazione del Pap-test classico con l’HPV TEST individua la quasi totalità (98%) delle lesioni precancerose e dei tumori del collo dell’utero.

Chi risulta negativo alla combinazione Pap test più HPV TEST, ha una probabilità inferiore all’1% di sviluppare una lesione tumorale o pre-tumorale.

Nelle donne sotto i 30 anni, non viene effettuato l’HPV test perché conduce a diagnosi di lesioni che nelle donne giovani regrediscono spontaneamente, col rischio di trattamenti non necessari.

Ovviamente, il vaccino ANTI-HPV rappresenta lo strumento di prevenzione più efficace per ridurre il rischio di infezioni. Infatti, uno studio pubblicato sul Journal of Infactious Diseases afferma che in 8 anni il vaccino ha ridotto dell’89% la presenza di papilloma virus tra le ragazze tra i 14 e i 24 anni. Vaccinando anche i ragazzi è possibile ridurre ancor di più il rischio di infezione e la diffusione del virus. Ma oltre il vaccino, fondamentali sono i rapporti sessuali protetti e l’adesione ai programmi di screening.

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Giovanna RiccardiDOTT.SSA GIOVANNA RICCARDI

Farmacista, Biologa, Nutrizionista

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