Rapinatore ucciso a Napoli in una sparatoria: la vittima è Luigi, 17 anni

Rapinatore ucciso a Napoli in una sparatoria: la vittima è Luigi, 17 anni

Il Questore di Napoli: “Il Capo della Polizia rinnova la sua vicinanza ed il sostegno agli agenti”


NAPOLI – Si chiamava Luigi Caiafa ed aveva 17 anni il rapinatore morto nella sparatoria con la polizia avvenuta questa notte tra via Duomo e via Marina, a Napoli. Il giovanissimo, di Forcella è deceduto dopo essere stato ferito da un poliziotto  a colpi di pistola.

Secondo quanto emerso,  gli agenti della Polizia di Stato – un equipaggio dei Falchi – sono intervenuti dopo la segnalazione di una rapina ai danni di tre automobilisti quando è cominciata la sparatoria, al termine della quale il 17enne è rimasto purtroppo ucciso. La dinamica di quanto accaduto è ancora al vaglio delle autorità. Il complice della vittima, un ragazzo di 18 anni, è invece stato arrestato: si tratta di Ciro De Tommaso, figlio di Gennaro De Tommaso, detto “Genny ‘a Carogna”, ultras del Napoli diventato noto alle cronache per quanto accaduto prima della finale di Coppa Italia del 2014 tra Napoli e Fiorentina, quando fu ucciso il tifoso Ciro Esposito. De Tommaso fu poi arrestato, per vicende legate al traffico di droga, e, adesso, è diventato collaboratore di giustizia. L’arma utilizzata dai due giovani per la rapina è stata sequestrata.

Il corpo di Luigi Caiafa è stato portato all’obitorio e verrà probabilmente sottoposto ad esame autoptico.

Ulteriori indagini ed eventualmente immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona chiariranno meglio la dinamica.

LA NOTA DEL QUESTORE DI NAPOLI

“Il Capo della Polizia, con cui sono in costante contatto  e che segue attentamente la vicenda – ha reso noto il Questore di Napoli –  pur nel pieno rispetto degli esiti dei doverosi accertamenti della Magistratura e dell’umana pietà per la morte di un ragazzo, mi ha raccomandato di rinnovare la sua vicinanza e il sostegno agli operatori della Polizia di Stato come delle consorelle forze di polizia che sono chiamati, rischiando la vita, ad affrontare un contesto criminale diffuso ed estremamente pericoloso.”