Sant’Antimo, interdittiva antimafia: revocati gli appalti del progetto “Jessica”

Sant’Antimo, interdittiva antimafia: revocati gli appalti del progetto “Jessica”

L’intervento su “Jessica” è solo uno dei tanti operati dai commissari prefettizi Carli, Calcaterra e Perna, che guidano la città da marzo 2020, in seguito allo scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti della criminalità organizzata


SANT’ANTIMO – Le opere di riqualificazione urbana previste dal progetto “Jessica” saranno completate dopo che i lavori, attualmente sospesi, saranno riaffidati attraverso un bando di gara, in seguito alla revoca dell’appalto alla Edil Med. La ditta è stata colpita da interdittiva antimafia ed è tra quelle su cui l’inchiesta “Antemio” della Dda, che ha indicato i rapporti di contiguità tra alcuni imprenditori, funzionari comunali e politici con la criminalità organizzata, aveva acceso i riflettori.

L’intervento su “Jessica” è solo uno dei tanti operati dai commissari prefettizi Carli, Calcaterra e Perna, che guidano la città da marzo 2020, in seguito allo scioglimento del consiglio comunale per condizionamenti della criminalità organizzata. La triade, come riporta Il Mattino, ha deliberato la revoca di numerosi appalti, al fine di intervenire su anomalie ed illegalità riscontrate negli atti esaminati dal proprio insediamento. Il potere di revoca immediata degli appalti è tra quelli esercitati dai commissari per operare una bonifica della vita amministrativa. Sono state colpite tutte le aziende comparse nella relazione che accompagna lo scioglimento del consiglio comunale. Il progetto di riqualificazione urbana ed ambientale di aree libere comunali, denominato “Jessica”, con l’erogazione di fondi regionali, si è subito caratterizzato per essere “divisivo”, sin dal 2016, quando una delibera di giunta ne ha approvato l’esecuzione durante l’amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Francesco Piemonte, fino a quando è diventato oggetto di attenzione dell’inchiesta “Antemio”.

Il progetto iniziale prevedeva la realizzazione di parcheggi sotterranei a via Roma, nei pressi della casa comunale ed a piazza della Repubblica. Al suo debutto fu osteggiato dai commercianti che ritenevano un danno per le loro attività la prevista interdizione della principale arteria cittadina per la realizzazione dei lavori. Per piazza della Repubblica preoccupava la fragilità del centro storico, che si è poi manifestata, in tutta la sua drammaticità, con alcuni crolli che hanno costretto allo sgombero di abitazioni e le cui conseguenze pesano ancora su numerose famiglie. Vivace anche l’opposizione di una parte della politica che riteneva inutile creare parcheggi in una città dove molte attività economiche avevano già iniziato una preoccupante fase di declino. In questi anni si è avvertita, a prescindere dalle anomalie ed illegalità emerse dagli atti relativi a “Jessica”, la sensazione che quest’opera fosse inutile. Al momento circa l’ottanta per cento delle opere è stato realizzato anche se tutte sono incomplete e necessitano di un intervento che si auspica le renda fruibili, effettivamente funzionali alle esigenze dei cittadini e che dia un senso ai circa tre milioni di euro spesi.