Tamponi in Campania: anche quelli privati certificheranno la guarigione

Tamponi in Campania: anche quelli privati certificheranno la guarigione

Alla base della decisione i tempi troppi lunghi delle aziende sanitarie pubbliche che costringevano i malati Covid a restare in casa in attesa del tampone negativo


NAPOLI – Ora anche i laboratori privati potranno accertare la guarigione dal Covid. Ieri il via libera della Regione, dopo la denuncia di “Repubblica”: non sarà più obbligatorio rivolgersi alle Asl per eseguire il secondo tampone, dopo il primo positivo, e verificare così la negatività, mettendo fino alla quarantena. Alla base della decisione i tempi troppi lunghi delle aziende sanitarie pubbliche che costringevano i malati Covid a restare in casa in attesa del tampone negativo.

È dal 7 ottobre che la Regione ha aperto ai laboratori privati, finora solo per i testi di positività sul Covid. Un valzer di prezzi. Tamponi molecolari a seconda dei centri dai 50 fino agli 80 euro. Nonostante l’indicazione di Palazzo Santa Lucia di 62 euro. “Bisogna stigmatizzare le speculazioni – ammette Gennaro Lamberti di Federlab – Fino a 70 euro, il prezzo non è proprio economico ma ci può stare. Al di sopra di quella cifra no, eppure c’è gente che ha speso anche 100 euro facendolo a casa: 80 euro il costo del test e 20 euro per la prestazione domiciliare.

Ci sono poi laboratori che con grandi volumi riescono a offrire un prezzo più basso di 62 euro”. A Casalnuovo la Ames chiede 50 euro. A Napoli al Clinic Center di via Bakunin bastano 55 euro. Al Centro Polidiagnostico di corso San Giovanni si devono sborsare 65 euro. All’istituto Varelli 70 euro, stessa cifra al laboratorio Kappa di Pomigliano d’Arco. Sulla via Appia al Centro Diagnostico Santa Maria schizza a 80 euro, anche se per ora i tamponi sono finiti e si riprende il 4 novembre. E si scopre che alcuni laboratori come il centro Medi a Castellammare di Stabia o a Napoli il Centro medico nazionale e il Pagano offrono solo tamponi antigenici, non molecolari. Prezzo tra i 30 e i 35 euro. Ma per il governatore De Luca non erano inaffidabili?

“Non sono i test rapidi che trova in farmacia – spiegano dal Centro medico nazionale di via Ferrara – Questi sono certificati, ci sono da un paio di giorni…”. Lamberti denuncia: “Girano anche falsi infermieri per le case con nomi di laboratori inventati che vanno a fare i tamponi, prendono i soldi e scompaiono. Chiariamo una cosa: la Regione nelle ultime ore ha stabilito un prezzo massimo di 42 euro per i laboratori che hanno appalti con le Asl per grandi stock di analisi. Non per i cittadini che si rivolgono ai privati”. Affidarsi al mercato è stato l’ultimo baluardo caduto con la recente impennata dei contagi. Perché nelle strutture pubbliche non ci sono macchinari a sufficienza per l’analisi dei tamponi. Anche se si parla di pandemia ormai da marzo. All’Asl Napoli 1 il direttore del laboratorio pubblico invia una richiesta “urgente” il 29 settembre: “Riesco a eseguire solo 500 tamponi al giorno ma ad oggi giungono richieste per 1000 tamponi”. Che fare? Ecco pronta la gara veloce, vince la Ames, il laboratorio coinvolto nell’indagine della Procura sui suoi rapporti con l’istituto Zooprofilattico e su una gara lampo di aprile. E così il 15 ottobre l’Asl 1 si affida ad Ames, 2,9 milioni per 4 mesi di analisi. Per l’indagine di mercato l’Asl ha ricevuto l’ok da Soresa. È la centrale regionale degli acquisti che avrebbe dovuto acquistare i macchinari per i tamponi da distribuire nelle Asl ma si è mossa solo a settembre: gara da 10 milioni aggiudicata ai primi di ottobre. Possibile che da marzo a settembre non fosse stato programmato a livello regionale l’acquisto di strumenti per l’analisi dei tamponi nei laboratori pubblici? “La gara è stata bandita quando abbiamo ricevuto l’autorizzazione, cioè quando è sorto il fabbisogno”, spiegano da Soresa. Fa niente che eravamo già nel caos, con file e telefonate a vuoto per un test.

 

FONTE REPUBBLICA NAPOLI