Tamponi truffa a Napoli, pizzaiolo positivo a lavoro: “Credevo di essere negativo”

Tamponi truffa a Napoli, pizzaiolo positivo a lavoro: “Credevo di essere negativo”

L’inchiesta della Procura di Napoli sulla vendita privata di tamponi


NAPOLI – Pizzaiolo positivo va a lavorare in pizzeria. Una storia assurda quella che ha come protagonista il pizzaiolo napoletano che è risultato negativo ad un tampone venduto online alla modica cifra di 40 euro. L’uomo convinto di essere in salute è tornato a lavoro.

Questo quanto è emerso dall’inchiesta del Nas e della Procura di Napoli sulla truffa dei tamponi naso-faringei illecitamente pubblicizzati sul web e praticati a domicilio, da privati, senza alcuna autorizzazione di carattere amministrativo e sanitario. Secondo gli inquirenti l’esito inesatto dei tamponi – per i quali, è stato accertato, è stata utilizzata anche una macchina per processare tamponi di animali da allevamento – avrebbe favorito la diffusione del coronavirus e sebbene per ora venga ipotizzato il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, non si esclude che presto si possa contestare anche l’epidemia dolosa. Sono dodici i soggetti coinvolti, tra privati e persino un medico del sistema sanitario nazionale e un operatore del 118.

Il pizzaiolo per tenersi sotto controllo si era sottoposto al tampone proprio presso l’organizzazione «illecita» individuata dagli investigatori del Nas. I tamponi venivano offerti a prezzi tra i 40 e 60 euro. Una volta tornato al lavoro, l’uomo ha invece scoperto di aver contratto il virus e ieri il Nas ha raggiunto la pizzeria. Intanto ieri è partita l’analisi del materiale sequestrato (documenti, fascicoli, apparecchiature sanitarie, computer e telefoni cellulari) durante le perquisizioni a Napoli e Caserta. Complessivamente ieri i carabinieri del Nas hanno eseguito 17 decreti emessi dal sostituto procuratore Maria Di Mauro, magistrato in forza alla Seconda Sezione (Pubblica Amministrazione) coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio e sono al momento 12 le persone fisiche indagate anche se l’inchiesta potrebbe presto coinvolgere più soggetti.
TORNA ALLA HOME E VISITA LA PAGINA FACEBOOK