Choc a Giugliano, uomo armato di pistola al drive-thru in ospedale: “Fatemi il tampone”

Choc a Giugliano, uomo armato di pistola al drive-thru in ospedale: “Fatemi il tampone”

“Le minacce e le aggressioni verbali sono all’ordine del giorno”, spiega un medico USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale)


GIUGLIANO IN CAMPANIA –Paura al  drive-thru Covid di Giugliano (Napoli) dove un uomo, armato di pistola, ha preteso di effettuare il tampone senza passare per la prenotazione obbligatoria; al diniego dei sanitari ha portato la mano alla cintura, con chiaro intento intimidatorio. Si è arreso soltanto quando ha capito che gli addetti non avrebbero ceduto e che erano stati già chiamati i carabinieri, allontanandosi prima che arrivasse la pattuglia. È accaduto – come riporta fanpage.it – una decina di giorni fa e, per quanto possa sembrare assurdo, non si tratta nemmeno di un caso isolato: un precedente c’era stato alcune settimane fa a Pozzuoli, in un altro drive in dell’Asl Napoli 2 Nord, quando i sanitari erano stati minacciati direttamente con l’arma.

Non solo questi due casi, però. Sono molti gli episodi di minacce ai sanitari nei drive in ormai non si contano più. Tutte per lo stesso motivo: persone che non hanno effettuato la prenotazione, spesso dicendo di non riuscire a parlare col proprio medico di base, ma che pretendono di svolgere ugualmente il test. Ma c’è anche chi, risultato già positivo e ancora sottoposto all’isolamento fiduciario domiciliare, lascia l’abitazione e pretende di ottenere il secondo tampone o il “via libera” senza aspettare le indicazioni dell’Asl.

“L’Asl Napoli 3 Nord ha tre postazioni drive in per effettuare i tamponi – spiega a Fanpage.it Fabio Guardascione, medico USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) del casello di Giugliano – ognuna fa poco meno di 700 tamponi al giorno. Questi due episodi sono i più gravi, ma le minacce e le aggressioni verbali sono all’ordine del giorno. Pretendono di effettuare il tampone senza seguire la trafila o, è capitato anche questo, vogliono che certifichiamo noi la fine dell’isolamento domiciliare, spesso senza nemmeno aspettare i giorni necessari”.