Coronavirus, Francesco muore a 59 anni. La denuncia della moglie: “Mio marito vittima della malasanità”

Coronavirus, Francesco muore a 59 anni. La denuncia della moglie: “Mio marito vittima della malasanità”

La donna ha scritto un duro post sul suo profilo Facebook dopo il decesso del marito, professore e architetto


CASERTANO – Coronavirus, Francesco muore a 59 anni. La denuncia della moglie: “Mio marito vittima della malasanità”.

Il Coronavirus continua a fare vittime. Il professore Francesco Caterino è morti a soli 59 anni dopo 20 giorni di ricovero. Il docente di educazione artistica dell’Istituto De Nicola-Sasso di Torre Del Greco, era risultato positivo agli inizi di ottobre insieme ad altri sui 11 colleghi e 6 studenti.

Ricoverato presso l’ospedale Melorio di Santa Maria Capua Vetere, il 59enne originario di Caserta e residente a Casal di Principe, le sue condizioni sono iniziate a peggiorare negli ultimi giorni fino a condurlo al decesso.

La moglie di Francesco, Ida Colandrea, scossa per la perdita del marito, ha scritto un lungo post su Facebook nel quale denuncia le mancate cure e accusa la malasanità come causa del decesso del 59enne. Inoltre, la donna ha chiesto attraverso le sue parole che sia fatta giustizia al coniuge. Di seguito il post:

“Sono la moglie dell’architetto Francesco Caterino, vittima della malasanità… a 59 anni e sottolineo con nessuna patologia pregressa. Ho iniziato a curare mio marito a casa, ho contattato il team covid di Capua – ha spiegato la donna – Il medico responsabile del team dopo avermi contattato una sola volta e avermi dato una terapia che già stavo facendo per ulteriori 3 giorni è letteralmente scomparso… telefonavo al suo numero cellulare, mandavo messaggi via Whatsapp ma nulla”.

“Da buona cittadina rispettosa delle norme – ha raccontato – ho cercato di non intasare subito la sanità con un ricovero precoce, come si raccomandava, ho chiamato l’ambulanza solo il sesto giorno di malattia di mio marito, ma l ambulanza che proveniva dal comune di Sparanise si è rifiutata di ricoverarlo perché non stava abbastanza male. Dopo 2 giorni chiamo di nuovo l’ ambulanza che questa volta proveniva da Curti. E’ arrivato un team di emeriti incompetenti , la dott.ssa non è neanche entrata in casa per guardare mio marito,  ma si teneva a debita distanza, cioè stava fuori casa”.

“L’ ambulanza è arrivata a casa mia alle 9.30 ed ha sostato li per circa 3 ore per trovare un posto letto in un ospedale della provincia – ha continuato –  Dopo tre ore pare che si fosse liberato un posto a Caserta, ma arrivati all’ospedale di Caserta si scopre dopo altre tre ore che il posto non c’era; c’era forse la possibilità di ricovero all’ospedale Melorio di Santa Maria CV, che proprio quel giorno inaugurava il reparto covid. Arrivata ambulanza al Melorio circa alle ore 15 ci avvisano che l’ospedale non era ancora pronto ad accogliere perché doveva ancora organizzarsi.. quindi si aspetta circa altre 2/3 ore … nel frattempo la dott.ssa dell’ambulanza viene invitata da me a misurare febbre e saturazione a mio marito”.

“Chiamava la sua centrale operativa e comunicava che avrebbe lasciato il malato davanti all’ingresso dell’ospedale perché non poteva più trattenersi… la centrale naturalmente diceva che non poteva abbandonare il malato ma lei andava via lo stesso – ha spiegato la donna – Nel frattempo chiamo i carabinieri i quali avvertiti dell’accaduto mi rispondono che non possono venire perché non sono immuni al covid!!! Una situazione surreale kafkiana…mio marito può darsi sarebbe morto ugualmente ma la malasanità, la disorganizzazione di tutto un sistema che è allo sbando ha contribuito notevolmente alla sua fine e di altri”.

“Si aspettino da me denunce penali le persone che dovevano garantirmi un aiuto sanitario e che invece per la loro incompetenza e disumanità mi hanno portato ad un triste epilogo – ha concluso –  Questo succede perché molte volte chi occupa posti di un certo rilievo, li occupa non per meritocrazia ma mi vien da pensare solo per clientelismo o altro. Vi auguro di non finire intubati e poi perdere la vita come è successo a mio marito”.

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