Coronavirus, il racconto di 2 pazienti del Cardarelli: “Gente ammassata ovunque, sembrava l’inferno”

Coronavirus, il racconto di 2 pazienti del Cardarelli: “Gente ammassata ovunque, sembrava l’inferno”

I due ricoverati all’inizio di Novembre hanno voluto denunciare la terribile esperienza vissuta nel nosocomio


NAPOLI – Coronavirus, il racconto di 2 pazienti del Cardarelli: “Gente ammassata ovunque, sembrava l’inferno”.

L’ospedale Cardarelli di Napoli nuovamente sotto l’occhio dei riflettori. Dopo lo scandalo del video postato sui social in cui veniva immortalato un paziente Covid morto nel bagno del nosocomio, nella giornata di ieri è il giornale Open, diretto da Enrico Mentana a diffondere la testimonianza di due pazienti, dimessi dall’ospedale partenopeo.

Pasquale Mignano è un 70enne pensionato, che ha voluto proprio denunciare la situazione vissuta al Cardarelli: “Avevo paura di morire: vedevo passare sacchi con i cadaveri, a terra c’erano sangue ed escrementi, gli infermieri non ci assistevano come dovevano”.

“Voglio raccontare quello che ho visto – ha spiegato – affinché qualcosa cambi”. Mignano, positivo al Coronavirus, è ora in cura presso la clinica di Santa Patrizia di Secondigliano, dopo un inziale ricovero all’ospedale Cardarelli.

“Due domeniche fa – facendo riferimento al primo novembre, racconta Pasquale – non mi sono sentito bene e mia nipote mi ha accompagnato al Cardarelli”. Qui sistemato su una brandina vicino all’ingresso, il 70enne ha raccontato di essersi sentito abbandonato. Mignano ha spiegato di aver insistito con gli infermieri per ricevere assistenza ma, stando alle sue parole, uno di loro gli avrebbe risposto di attendere e se non gli conveniva il trattamento poteva andarsene. Dopo aver ricevuto l’esito del tampone, Pasquale  viene trasferito nell’Osservazione breve intensiva dell’ospedale. Con lui, ci sono altre 70 persone positive al virus: “Ci ho passato otto giorni in quel reparto fino a quando, dopo molte insistenze, domenica 8 novembre sono stato spostato alla clinica Santa Patrizia. Qui le stanze sono pulite, mangiamo cibo buono – ha concluso Mignano – Se fossi rimasto al Cardarelli, sarei morto”.

Il 70enne, però, al termine dell’intervista al giornale Open, ha affermato che non tutti gli infermieri e medici presenti erano scorbutici e indifferenti alla sofferenza dei pazienti. Al termine della sua testimonianza telefonica, Mignano ha passato il telefono al vicino di letto, Stefano Calafato, grafico 48enne, che ha voluto spiegare la sua esperienza, sempre nel nosocomio campano.

“Anch’io ho passato qualche giorno nell’Osservazione breve intensiva del Cardarelli, l’Obi – comincia – Qui ci vanno i malati di Covid prima di essere smistati in altri reparti o strutture. La prima cosa che ho notato, appena arrivato, è che sulla parete c’era scritto che quella stanza era predisposta per 39 persone. E le postazioni erano pure ben fatte, ognuna con la sua bombola di ossigeno. Il problema però, è che al suo interno eravamo più di 70 pazienti, la gente era ammassata ovunque”.

Il 48enne ha continuato poi con una descrizione di ambienti non igienicamente a norma, affine a quella esposta da Mignano: “Una notte mi sono alzato per andare in bagno. Ho dovuto scansare gli escrementi altrui, i pappagalli e le siringhe a terra. Arrivato alla toilette, era impraticabile: ho dovuto fare pipì provando a prendere la mira dall’uscio”

A differenza del 70enne, però, Calafato ha difeso la categoria di infermieri, affermando che purtroppo non potevano fare di più di quello che facevano in quanto erano in numero inferiore rispetto ai pazienti presenti e da accudire.

“Sono andato al Cardarelli perché il medico di base mi ha consigliato l’ossigeno per il principio di polmonite . ha continuato il geometra – In ospedale mi hanno fatto due iniezioni sulla pancia e, dopo tre giorni in quelle condizioni disumane, non respiravo più”. Le sue condizioni sono migliorate, invece, come da egli stesso raccontato alla clinica Santa Patrizia.

Ovviamente in seguito alle due testimonianze, Open ha cercato di contattare il Cardarelli per un replica. L’addetto stampa del nosocomio, infatti, ha risposto che avrebbe contattato la direzione per un commento ma al momento pare che non siano state effettuate smentite o repliche.

TORNA ALLA HOME E VISITA LA PAGINA FACEBOOK