Covid a scuola, i dati dei contagi in Campania

Covid a scuola, i dati dei contagi in Campania

A fermare la reazione a catena è stato lo stop alle lezioni in presenza


CAMPANIA – La scuola ha riaperto il 24 settembre con non pochi problemi, i dirigenti hanno sperato che quanto occorreva arrivasse in tempo, soprattutto per evitare i fastidiosi doppi turni. Probabilmente, per risolvere il dibattito scuole aperte o scuole chiuse, è proprio a loro che basterebbe rivolgersi: sono i dirigenti che in questi mesi hanno dovuto cercare di organizzarsi al meglio per far quadrare i numeri dell’organico sottostimati dal Ministro dell’Istruzione, sono loro che hanno dovuto rendere sicure le scuole acquistando prodotti per l’igiene e Dispositivi di Protezione Individuale, sono loro che hanno gestito il distanziamento all’interno degli ambienti.

L’aumento dei contagi ha sicuramente creato numerosi altri problemi, sia per la tutela della salute che per l’organizzazione. A fermare la reazione a catena è stato lo stop alle lezioni in presenza voluta dal Governatore Vincenzo De Luca e a confermarlo sono i dati dell’Asl Napoli 1 che senza ombra di dubbio mostrano come i contagi si siano moltiplicati dal 15 al 20 ottobre (nei cinque giorni dopo la chiusura) tra studenti (+ 93%), docenti (+217), collaboratori (+5%) e contatti stretti (+30%) e stiano procedendo ancora adesso, con percentuali di circa il 3% tra studenti e contatti stretti (sostanzialmente a casa) e tra l’8 e il 15% per docenti e collaboratori (che continuano a recarsi a scuola).

L’inizio posticipato dell’attività scolastica in Campania aveva fatto sperare ai dirigenti che per quel giorno tutto il materiale volto alla tutela della salute degli studenti e dei docenti (mascherine, organico,banchi), sarebbe arrivato ma così non è stato. I banchi sono stati consegnati a metà ottobre e, contrariamente a quanto previsto, spesso erano privi di sedie. Solo la settimana scorsa sono arrivati gli elenchi aggiornati dell’organico di diritto, e ora i dirigenti potranno effettuare le supplenze. Considerate le tantissime mancanze, se la scuola non avesse chiuso, i disagi sarebbero stati enormi.L

Osservando i dati epidemiologici dell’Asl Napoli 1 emerge che le scuole con maggiori casi sono le superiori di secondo grado (453), più bassi nelle scuole superiori di I grado (161) e circa la metà nella scuola dell’infanzia e primaria (246). Tra i docenti invece è esattamente l’opposto: 127 nell’infanzia e primaria, 28 nelle superiori di I grado e 98 nelle secondarie di II grado. Dal 24 settembre a oggi su 809 casi nelle scuole (anche più di uno per scuola) ci sono 860 studenti, 253 docenti, 78 collaboratori e 357 contatti stretti per un totale di 1.548 positivi, mentre al 15 ottobre (ultimo giorno in presenza) erano rispettivamente 253, 23, 3 e 97 (totale 376). L’incremento in due settimane è del 312 per cento sul totale.

I dati sottolineano inoltre focolai in quartieri specifici, se nei primi cinque giorni di avvio alla didattica a distanza le segnalazioni arrivavano soprattutto dalla Municipalità 8, da un certo punto in poi la situazione è cambiata: la Municipalità 5 (Arenella, Vomero) ha avuto un vero e proprio boom con un totale di 163 segnalazioni, balzando in cima ai quartieri con più positivi con 344 positivi, preceduta soltanto dalla Municipalità 3 (Stella, San Carlo all’Arena) che ha 403 positivi. Quelli più virtuosi invece sono Municipalità 10 (Bagnoli, Fuorigrotta) con 65 positivi, Municipalità 7 (Miano, Secondigliano, San Pietro a Patierno) con 66.