Dpcm Natale, le decisioni del governo sulle celebrazioni religiose e veglioni: tutte le ipotesi

Dpcm Natale, le decisioni del governo sulle celebrazioni religiose e veglioni: tutte le ipotesi

Secondo il premier “non è il momento di cantare vittoria, il virus continua a circolare e continuerà ancora a circolare nei prossimi mesi”


ITALIA – Nuovo Dpcm in arrivo, la settimana prossima si conosceranno le nuove restrizioni, in previsione del Natale, decise dal governo. Intanto iniziano a trapelare delle indiscrezioni riguardo ai riti religiosi, infatti per la  Vigilia, la notte del 24 dicembre, sta prendendo forma l’ipotesi di consentire ai fedeli di andare alla messa di mezzanotte, stilando una lista di precauzioni che dovranno comunque essere rispettate. Ma Natale e Capodanno hanno altre insidie, come cenoni, veglioni, tombolate, viaggi, assembramenti. E il governo pensa a un Dpcm che limiti comportamenti imprudenti in quel periodo e blocchi gli spostamenti, anche tra Comuni. O tra Regioni, anche se in zona gialla. Ieri sera il ministro della Salute, Roberto Speranza, ospite del programma condotto da Fazio, ha spiegato: “Sarà un Natale diverso, più sobrio. In base al modello costruito sarebbe possibile spostarsi tra le regioni solo se tutte fossero gialle. Bisogna comunque evitare gli spostamenti non essenziali”.

Giuseppe Conte conferma che si pensa a un Natale blindato. Secondo il premier “non è il momento di cantare vittoria, il virus continua a circolare e continuerà ancora a circolare nei prossimi mesi”. Conte ritiene che “affrontare le festività natalizie senza alcune cautele aggiuntive sarebbe da irresponsabili, le occasioni di socialità e i momenti di convivialità sono particolarmente intensi durante il periodo natalizio e sino alla Befana: se una Regione fosse lasciata ad affrontare questo periodo con il regime di misure proprio di una zona gialla o arancione, il contagio farebbe un balzo in avanti con il rischio che la curva a gennaio vada nuovamente fuori controllo”. In sintesi: solo nella prima parte di dicembre ci saranno parziali riaperture per favorire i consumi «nel rispetto dei protocolli”. “Non c’è alcun intento di contrastare la tradizione degli scambi dei doni”.
Dopo, però, si contrasteranno imprudenze simili a quelle a cui abbiamo assistito in agosto: «Bisogna limitare le occasioni di “socialità allargata”, che di solito si accompagnano alle festività natalizie, con tombolate, festeggiamenti, veglioni», predica Conte. Verrebbe da dire: i doni potremo acquistarli ma non potremo scambiarceli.
Resta il nodo della messa di Natale, su cui non è esclusa un’apertura da parte del Comitato tecnico scientifico che può passare solo da una maggiore flessibilità sul coprifuoco. Oggi scatta alle 22, c’è l’ipotesi, a dicembre, di portarlo alle 23 o a mezzanotte, ma per la Vigilia potrebbe essere possibile una deroga. C’è un timore: il via libera alla messa di mezzanotte di fatto consentirebbe anche il cenone di Natale. “Bisogna essere molto chiari. Se non si è incoscienti, non si possono ipotizzare riunioni allargate di famiglia, ma bisognerà limitarsi a incontri di poche persone, mantenendo comunque misure di precauzione”.