Focus Napoli v Rijeka: vince la malinconia,nella prima partita senza Diego

Focus Napoli v Rijeka: vince la malinconia,nella prima partita senza Diego

Il giorno dopo la scomparsa di Maradona, segna la vittoria del Napoli contro il Rijeka, nella quarta giornata di Europa League. Vittoria degli azzurri per 2-0, grazie all’autogol di Anastasio e raddoppio di Lozano. Azzurri ad un passo dalla qualificazione


Minuto di silenzio per onorare Maradona

NAPOLI – Poteva essere una partita come tutte le altre, ma non lo è stata. Un silenzioso San Paolo accoglie Napoli e Rijeka, nella prima partita senza Diego Maradona, scomparso il 25 Novembre. Una partita che per dovere di cronaca va raccontata, con la morte nel cuore di chi ha avuto la fortuna di godere della genialità dell’argentino e che oggi, a distanza di un giorno, fa ancora fatica ad accettarne la scomparsa. Chiusa la breve, ma doverosa, parentesi, il Napoli vince per due reti a zero. Un gol per tempo pe gli azzurri: un’autorete di Anastasio (41′) sblocca il risultato, la chiude Lozano (75′) nella ripresa. Napoli, che grazie al pareggio tra AZ e Real Sociedad balza in testa al gruppo F con 9 punti, seguito dal binomio “spagnolandese” a 7 punti.

COSA E’ PIACIUTO

Come accennato, la classifica. Il Napoli, nonostante gli stenti arriva alle ultime due decisive partite in testa al girone. Era obbligatorio fare bottino pieno nel doppio turno contro il Rijeka, fanalino di coda del gruppo e così è stato, ma non senza difficoltà. Ci sarebbe da fare un ultimo sforzo: battere l’AZ Alkmaar ed assicurarsi la qualificazione aritmetica, per poi giocarsi il primo posto contro la Real Sociedad, accettando l’ipotesi che gli spagnoli battano il Rijeka nel penultimo turno. Ipotesi non irrealizzabili, ma tra il dire ed il fare c’è di mezzo il…Napoli.

Dopo tempo immemore Ghoulam gioca una partita intera ed anche discretamente bene. Una notizia buona che non può non far piacere a Gattuso, che potrà contare su un calciatore, parzialmente, recuperato, nella speranza di tappare un vuoto che sulla fascia sinistra sia Mario Rui, che Hysaj faticano a chiudere. Naturalmente, siamo ben lontani dal Ghoulam ante-infortunio patito contro il Manchester City di tre stagioni or sono, ma se può essere un primo segnale per ritornare a certi livelli, questa prestazione fa sperare.

Una delle varianti tattiche di Gattuso, che prevede la convergenza verso il campo dei tue terzini, tenendo più larghe le punte esterne, ha messo in difficoltà il Rijeka, soprattutto nel primo tempo, quando Ghoulam e Di Lorenzo hanno avuto più spazio, offerto giusto dalla  posizione più defilata di Elmas e Politano. Il laterale ex-Empoli va anche a sfiorare il gol, stavolta costringendo il portiere croato ad un grande intervento. Una mossa vista anche contro il Milan, ma con esiti peggiori. Stasera, invece, un po’ meglio anche se i gol sono arrivati in altre circostanze.

Torna al gol il Chucky Lozano. Un gol che mancava dal 17 Ottobre, nel quale il messicano piazzò una doppietta all’Atalanta. In questo lasso di tempo, la qualità delle prestazioni è rimasta ad un livello più che accettabile, ma quando il gol inizia a mancare, per un attaccante si fa sentire. Primo sigillo in Europa League per l’ex-PSV, sfruttando al meglio un grande assist di Insigne. Gol da attaccante “puro”, con egoismo. L’avesse sbagliato, con Lobotka che avrebbe insaccato comodamente, gliene avrebbero dette di tutte. Adesso, però ci vuole un altro gol pesante e la Roma potrebbe essere la cliente giusta per assaporare la gioia del gol anche in campionato.

Stavolta è Maksimovic a rubare la scena e non Koulibaly. Il serbo ha giocato davvero bene, chiudendo tutto quello che c’era da chiudere e mettendo una pezza in copertura laddove il suo collega di reparto ha latitato. Spesso criticato, questa volta il centrale serbo si dimostra efficare baluardo contro le scorribande del Rijeka, di Andrijasevic in particolare, il perno su cui è incentrato tutto il gioco d’attacco dei croati. Manca almeno un gol in fase offensiva: quello divoratosi nel secondo tempo è da difensore purissimo.

COSA NON E’ PIACIUTO

Venticinque tiri in porta per segnare solo due gol, uno dei quali un’autorete per giunta. Contro il Rijeka la produzione offensiva è stata sufficientemente congrua da giustificare un attivo di oltre due gol, ma davanti alla porta avversaria gli azzurri continuano a perdersi in una tazzina d’acqua. Fortuna che il gol di Lozano ha facilitato una partita che, nonostante il predominio territoriale del Napoli, a tratti è stata molto equilibrata. Con il Napoli, ormai si sa: mai dire mai.

Contrariamente a Maksimovic, Koulibaly stecca anche stasera, confermando il trend negativo avvertito contro il Milan. In evidente difficoltà in fase di palleggio, ma stranamente saltato in più di una circostanza, manifesta stanchezza, accentuata dalla moltitudine di impegni alla quale è chiamato ad ottemperare. Purtroppo ad uno come Koulibaly si rinuncia sempre malvolentieri, soprattutto in un periodo caldo e delicato della stagione come questo, con le coppe in pieno svolgimento; attività delle nazionali in grande fermento ed un campionato che non può avere altre soste. Non contro la Roma, ma contro l’AZ l’idea di farlo riposare non apparirebbe blasfema.

Poche volte Gattuso ha allestito la linea due di centrocampo con due mediani veri. L’occasione contro il Rijeka era ottima per sperimentare il duo Demme-Bakayoko. Esperimento riuscito per metà: se da un lato i due sono riusciti a tenere alto il baricentro del gioco per buona parte della gara, è anche vero che ogni qual volta il Rijeka riusciva ad uscire dalla prima linea di pressing, i due centrocampisti azzurri venivano tagliati a fette dalle improvvise ripartenze croate. Impressionante come il Rijeka, nel primo tempo (e dopo il vantaggio del Napoli) riuscisse a trovare tempi e modi per arrivare in prossimità dell’area di rigore del Napoli, e di entrarci anche. Fortuna e bravura del Napoli a non prendere gol.

Che tristezza infinita, la prima partita senza Diego Armando Maradona, nello stadio che lo ha visto trionfare, davanti a settantamila spettatori che intonavano il suo nome. Che malinconia il San Paolo desolatamente vuoto, in un silenzio quasi assordante nel ricordo del suo ospite più celebre, che non sarà mai dimenticato. L’unico, capace di portare il Napoli a combattere, e vincere, contro i poteri forti, che nel calcio italiano ancora oggi regnano incontrastati. Riposa in pace Diego e grazie per quello che hai fatto per il Napoli e per tutti i napoletani.

 

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