Giugliano, la voce di Cristina contro Unico Campania: “Sospenderci gli abbonamenti è un’ingiustizia”

Giugliano, la voce di Cristina contro Unico Campania: “Sospenderci gli abbonamenti è un’ingiustizia”

“In quanto studenti universitari ci sono scadenze da rispettare e tasse da pagare, ma questi per il Consorzio non sono spostamenti necessari”


GIUGLIANO – Risaliva solo a qualche giorno fa la decisione del Consorzio Unico Campania secondo la quale, tramite una nota pubblicata sul loro profilo ufficiale, si annunciava la sospensione momentanea degli abbonamenti gratuiti per gli studenti. “La validità degli abbonamenti gratuiti studenti emessi con l’avvio della campagna per l’anno scolastico 2020/2021 è sospesa – recitava l’avviso – La sospensione durerà fino alla ripresa delle lezioni in presenza o in sede. La disposizione si è resa necessaria per la particolare contingenza che la Regione Campania sta vivendo”.

La giustificazione che il Consorzio aveva dato in merito alla scelta presa poneva le sue basi nel fatto che questo avrebbe rappresentato nient’altro che un messaggio, rivolto ai più giovani, di “restare a casa, di evitare tutti gli spostamenti non strettamente indispensabili, in modo da facilitare il decremento della curva dei contagi e il ritorno, da tutti auspicato, alla normalità”.

Ebbene la suddetta presa di posizione aveva già suscitato nei giorni scorsi non poche reazioni all’interno della comunità studentesca partenopea, ma in modo particolare a dar voce a tale protesta si è proposta in modo ufficiale Cristina Sebastiano, studentessa di Lingue, Culture e Letterature moderne europee all’Università Federico II di Napoli, che ha deciso di inviare una mail di reclamo rivolta ad Unico Campania, e che ha deciso di scrivere alla nostra redazione affinché la sua voce avesse ancor più possibilità di arrivare lontano: “Sono una giovane studentessa universitaria e invio questa mail per sottolineare il mio totale disaccordo circa la decisione presa dal Consorzio”, ha esordito la giovane.

“In particolare, trovo che sia abbastanza fuorviante e vergognoso il messaggio che avete fatto passare nell’avviso pubblicato sul vostro sito, secondo il quale tale sospensione sarebbe motivata dalla volontà di limitare gli spostamenti non considerati necessari. A tal proposito, mi chiedevo: qual è il messaggio che volete trasmettere ai giovani? Ve lo riassumo dal mio punto di vista: i nostri sacrifici in quanto studenti non sono considerati tali nella nostra società. Andare in biblioteca per cercare di completare con mille disagi una ricerca tesi, non è uno spostamento strettamente indispensabile. Recarsi a Napoli per completare un tirocinio curriculare, strettamente necessario al completamento di un percorso di studi (data la valenza in Cfu), è uno spostamento non essenziale”.

“Sfortunatamente, in quanto studenti universitari, abbiamo delle scadenze da rispettare così come tasse da pagare per la mancata osservanza degli adempimenti nei tempi disposti dai nostri atenei. Inoltre, vorrei ricordarvi che per chi come me non vive a Napoli centro, uno spostamento dalla provincia di Giugliano alla sede universitaria, mi costa la bellezza di 5,40€ al giorno. Inoltre, data l’impossibilità di recarsi un’unica volta in biblioteca e dover aspettare che le nostre richieste siano accettate di volta in volta, implica il doversi recare a Napoli più volte alla settimana. Vi faccio il mio esempio: questo mercoledì ho avviato la richiesta di un prestito di 5 volumi alla biblioteca del mio dipartimento (BRAU); il primo volume l’ho potuto ritirare giovedì, gli altri quattro dovrò ritirarli il prossimo lunedì. Venerdì, invece, mi sono recata nuovamente a Napoli per poter ritirare altri volumi alla Biblioteca dell’Instituto Cervantes”.

“Con la sospensione del mio abbonamento studente – ha concluso – il costo da sostenere è di ben 16, 20€ (non contando le spese che dovrò affrontare per la restituzione dei volumi e l’attivazione di nuove richieste di prestito). Nel mio caso, l’emergenza Coronavirus non ha avuto conseguenze sulla stabilità lavorativa dei miei genitori, ma ci sono tantissime famiglie che stanno vivendo una situazione economica di assoluta precarietà. La vostra decisione, pertanto, non fa altro che gravare sulle spese da sostenere. Vi invito, dunque, a riconsiderare la decisione presa. Con la speranza che il mio messaggio possa dar voce all’indignazione di altri studenti, resto in attesa di un gentile riscontro”.