Kamala Harris, la prima vicepresidente donna e di colore degli Usa

Kamala Harris, la prima vicepresidente donna e di colore degli Usa

Chi è Kamala Harris


USA – Happy warrior, guerriera felice: così Kamala Harris si definì quando scese in campo per la nomination democratica alla presidenza, in un tempo che sembra ormai remoto, prima della pandemia. «Dobbiamo essere guerrieri felici, troppe cose causano ansia, depressione e rabbia». Quella battaglia la perse presto, si ritirò con pessimi sondaggi e fondi insufficienti. Poi Joe Biden l’ha scelta come vice, nonostante l’avesse accusato in un dibattito di aver ostacolato il programma di bus per la de-segregazione dei neri dalle scuole, quando lei andava alle elementari. Ha pesato anche la grande amicizia tra Kamala e Beau, il figlio di Joe morto di cancro, che una volta era procuratore statale come lei.

Negli ultimi due mesi, la senatrice della California si è rimessa in strada con il bus elettorale in una corsa storica per diventare la prima donna, la prima nera e prima indiana-americana vicepresidente degli Stati Uniti. Due candidate vice, a sinistra Geraldine Ferraro e a destra Sarah Palin, hanno fallito prima di lei — più Hillary Clinton. I comizi drive-in come quello con cui Kamala ha chiuso il suo tour in Florida sabato scorso, a Palm Beach — la contea dove hanno votato Donald e Melania Trump — danno la misura di quanto la pandemia abbia cambiato la campagna dei democratici. Tra il pubblico spiccavano cartelli rosa e verdi, i colori simbolo dell’Alpha Kappa Alpha, storica «sorority» delle studentesse nere dell’Howard College, di cui fecero parte anche Maya Angelou e Rosa Parks. Gruppi come questi nascevano in America perché i neri venivano rifiutati da quelli bianchi. E ora Harris, una di loro, potrebbe diventare vicepresidente. Eppure questa corsa storica è stata sottotono. I luoghi dei comizio annunciati all’ultimo minuto con il passaparola, la gente in auto, i cerchi dentro cui giornalisti si sedevano distanziati. Sono stati invece i repubblicani a ricordare spesso agli elettori che poiché Biden sarà il più vecchio presidente d’America, Kamala — «una socialista» — potrebbe finire per comandare. L’American Spectator ha titolato: «Ecco perché dovrebbe importarvi con chi è andata a letto Kamala per arrivare ai vertici».

 

Harris non parla più della madre biologa indiana o del padre economista giamaicano che si incontrarono a Berkeley e la portarono alla prima protesta in passeggino. «Io e Biden siamo fieri americani», dice semplicemente. Il marito Doug Elmhoff, avvocato bianco ebreo, è venuto spesso a Palm Beach, per rassicurare le donne suburbane. Kamala, ex procuratrice di San Francisco e della California, memorabile per le dure interrogazioni al Senato, ha svolto talvolta il ruolo di «attack dog» tipico dei vice, come nello scontro in tv con Mike Pence, in cui rifiutò d’essere zittita («I’m speaking»). Ma l’ha fatto di più Obama, e in generale la campagna di Biden crede che sia meglio lasciare a Trump il compito di autodistruggersi. Anche perché Harris, progressista sui temi sociali e l’ambiente, non piace a parte della sinistra per scelte (ad esempio sulla polizia) fatte da procuratrice.

FONTE CORRIERE DELLA SERA