Napoli, lo Smi chiede le dimissioni del responsabile del 118

Napoli, lo Smi chiede le dimissioni del responsabile del 118

Ritenute inopportune le dichiarazioni del responsabile cot 118 di Napoli


NAPOLI – Gravissime le dichiarazioni apparse sulla stampa Nazionale da parte del responsabile cot 118 di Napoli, rivolto verso persone che costantemente lottano senza tutele e garanzie, tra cui anche coloro che fanno parte della guardia medica, da sempre impegnata nella lotta contro il virus e caratterizzata da un numero cospicuo di personale che più volte si è infettato. Nella giornata di ieri Giuseppe Galano, responsabile del 118 a Napoli e coordinatore della rete regionale del soccorso d’emergenza, ha dichiarato: “Ci sono file di ambulanze e auto private in tutti gli ospedali di Napoli. Cotugno, Cardarelli, Ospedale del Mare sono tutti in crisi totale nel ricevere i pazienti Covid”.

Le prime conseguenze del comunicato di ieri si sono registrate proprio a Napoli nella tarda serata con aggressioni verbali ai medici di turno da parte di familiari di pazienti Covid.

La nota della segreteria aziendale Smi della Asl Napoli 1 Centro, nella quale si legge una dura presa di posizione contro le parole di Galano: “Gravissime e sorprendenti le dichiarazioni apparse sulla stampa Nazionale da parte del responsabile cot 118 di Napoli, un attacco senza precedenti a uomini e donne medico della continuità assistenziale che quotidianamente rischiano anche la propria vita senza tutele e garanzie. Nella Asl Napoli 1 molti medici di guardia medica si sono ammalati di Covid proprio per la mancanza di dpi e meritano il rispetto di tutti perché’ non hanno nemmeno il riconoscimento della malattia, sono in quarantena e non vengono pagati”.

Segue una critica all’operato delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA): “Le prime conseguenze del comunicato di ieri si sono registrate proprio a Napoli nella tarda serata con aggressioni verbali ai medici di turno da parte di familiari di pazienti Covid. In Italia sono state istituite le USCA profumatamente retribuite a 40 euro/ora con personale dedicato ed arruolato proprio tra i medici del 118, della CA, della AP, e tutti gli iscritti all’ordine su base volontaria. Nella nostra Asl questi colleghi dotati di auto aziendale ed appositi DPI di classe 3 sono stati utilizzati per i tamponi, termoscanner alla stazione, porto, aeroporto e per potenziare il personale delle UOPC diversamente da quanto accade nelle altre Regioni. Infatti i tamponi ed il potenziamento delle UOPC vengono effettuati nelle altre Regioni da: Amministrativi, infermieri, volontari, croci, onlus, biologi ed anche strutture private in convenzione ma non certamente dalle Usca come avviene a Napoli. Il decreto Ministeriale delle USCA prevede la presa in carico dei pazienti Covid domiciliare su indicazione del 118 e/o dei medici di base. La criticità si risolve immediatamente liberando le USCA da compiti impropri ed arruolando nuovo personale USCA anche tra i sanitari del 118. Non è pensabile che un medico di CA debba vestirsi da solo con i DPI fuori alla abitazione del paziente, fare la visita, contagiare la propria autovettura personale, smaltire i DPI in modo difforme alle normative vigenti sullo smaltimento dei rifiuti speciali a rischio infettivo mentre le USCA svolgono altre mansioni”.

La segreteria si allinea alla posizione assunta dalla Fimmg: “Insieme ad altre organizzazioni sindacali presenteremo nei prossimi giorni una denuncia circostanziata alla Corte dei Conti chiedendo di indagare sulla conformità delle spese sostenute per la istituzione delle USCA e loro utilizzo. Abbiamo ricevuto telefonate dalla CO 118 di Napoli nei presidi di CA nelle ultime settimane con toni e contenuti non corretti, abbiamo sorvolato vista la emergenza in atto, d’ora in poi tutti i casi che ci saranno segnalati dai colleghi verranno sistematicamente denunciati alla autorità giudiziaria con il nostro legale Nazionale. Ci uniamo alla Fimmg Continuità assistenziale chiedendo le dimissioni del responsabile cot 118 di Napoli per avere in tempi brevi un nuovo interlocutore al fine di riprendere un dialogo con la parte pubblica del 118 e risolvere unitariamente le criticità”.

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