Quarto, il sindaco Sabino scrive a Mattarella: “Sospendere gli abbattimenti degli abusi di necessità”

Quarto, il sindaco Sabino scrive a Mattarella: “Sospendere gli abbattimenti degli abusi di necessità”

Lunedì in programma lo sgombero di quattro nuclei familiari


QUARTO – Sospendere durante lo stato di emergenza gli abbattimenti degli abusi di necessità.  Questa la richiesta di Antonio Sabino, sindaco di Quarto, al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lunedì è previsto in città un abbattimento per il quale il primo cittadino ha voluto chiedere l’intervento della massima carica dello Stato.

Questo il testo della missiva:

Gentile Presidente Sergio Mattarella,

Le scrivo questa lettera per rappresentarLe una vicenda che sta destando non poche preoccupazioni nella comunità che rappresento, dato anche il particolare momento che stiamo vivendo in tutto i1 nostro Paese per arginare il diffondersi de1l’epidemia da Sars-Cov2: la sentenza di abbattimento di uno stabile in cui vivono da oltre venti anni quattro nuclei familiari (all’interno dei quali vi sono anche dei minori).

Premesso che non voglio assolutamente entrare nel merito della vicenda giudiziaria, anche perché da esponente delle Istituzioni e da uomo di legge sono convinto che le sentenze vadano rispettate e applicate sempre, ritengo, tuttavia, opportuno portare alla Sua attenzione alcune considerazioni che ho avuto la possibilità di rappresentare anche al Prefetto di Napoli, dott. Marco Valentini, nel corso di un incontro avuto nella giornata di ieri.

Quotidianamente, da Sindaco di questa cittadina in provincia di Napoli, mi impegno a dare piena esecuzione al dettato dei DPCM per evitare assembramenti e tutelare al massimo la salute dei miei concittadini. Un impegno seguito anche da ordinanze emesse negli ultimi giorni, con le quali ho disposto la chiusura di piazze e mercati cittadini al fine di contenere un andamento epidemiologico che rischia di diventare drammatico, dal momento che a tutt’oggi abbiamo registrato 496 casi positivi al Covid su una popolazione complessiva di 41mi1a abitanti e il nostro Ente e stato colpito in prima persona con alcuni dipendenti attualmente risultati positivi.

In un momento nel quale si è chiesto e si chiedono sacrifici agli amministratori locali e ai cittadini tutti per fronteggiare il dilagare dell’andamento epidemiologico da Sars-Cov2, con una forte raccomandazione rivolta ai sindaci e ai cittadini ad evitare assembramenti e a rimanere nelle proprie abitazioni il pin possibile, ritengo che vi sia un vulnus legislativo per casi che prevedono l’attività di abbattimento dell’immobile nel quale risiedono i quattro nuclei di cui Le parlavo in precedenza. Se, infatti, nei vari DPCM e decreti firmati dal Presidente del Consiglio (da ultimo il Decreto Rilancio), divenuti poi Legge e nelle norme di carattere regionale sono stati previsti la sospensione fino al 31 dicembre 2020 degli sfratti esecutivi, il differimento dei termini per la sanatoria delle occupazioni abusive degli immobili di edilizia residenziale e pubblica (come deciso dalla Regione Campania), altrettanto non è stato previsto per ipotesi simili a quelle che si sono verificate sul nostro territorio.

Ebbene, in questo contesto, ritengo che l’attività di abbattimento dell’immobile nel quale risiedono i quattro nuclei di cui Le parlavo in precedenza possa non rivestire carattere di urgenza, e come ho rappresentato a S.E. Prefetto di Napoli e al Presidente del Consiglio dei Ministri, prof. Giuseppe Conte, in questa sede rappresento a Lei, garante del rispetto dei principi costituzionali e massima figura di riferimento per tutti noi amministratori locali e cittadini, di valutare serenamente l’oppominità di invitare il Parlamento ad affrontare questa tematica che coinvolge casi di abbattimento di abitazioni che non sono speculazioni edilizie ma la prima e unica casa nella quale intere famiglie vivono da decenni, legiferando in merito. Un provvedimento normativo di carattere generale e astratto su questo argomento, a maggior ragione in questo momento storico contraddistinto da una pandemia globale, non solo aiuterebbe noi sindaci a meglio tutelare il territorio da assembramenti e da tensioni sociali che inevitabilmente, come sicuramente non Le sfugge, scaturiscono da operazioni di abbattimento con intere famiglie costrette a trovare sistemazione altrove in un momento in cui lo stesso Governo — giustamente — invita tutti ad evitare contatti che non siano tra stretti congiunti e, in pin, sarebbe coerente con decisioni e norme già varate dall’attuale Governo.

Una decisione di sospensione con differimento ad altra data delle operazioni di abbattimento non sarebbe un lasciapassare per chi ha commesso errori o violato la legge, bensì una dimostrazione che le Istituzioni — nel pieno rispetto della Legge e delle sentenze emesse dalla magistratura — sanno rispondere con serietà alle esigenze umane e sociali di un territorio.

Concludo con un appello rivolgendomi a Lei, che nel suo mandato sta connotando il fondamentale ruolo di massima figura istituzionale con una forte carica di humanitas: Le chiedo di intervenire per queste famiglie, affinché possano vivere ancora per qualche mese nella loro casa, nel loro guscio protettivo, perché penso che abbattere la loro dimora, porli in una diversa soluzione abitativa fredda ed estranea, sradicarli dal luogo dove hanno vissuto per tanti anni in un momento come questo, durante una pandemia che sta spazzando le cenezze, equivalga a distruggere anche quei legami domestici e familiari che sono i soli che oggi possano, insieme alla forza della solidarietà, essere il supporto saldo per andare avanti ed affrontare un futuro che appare incerto.

Certo della sua comprensione e fiducioso, Le porgo i miei più cordiali saluti.