Record di positivi Covid, già oggi la Campania potrebbe finire in zona arancione

Record di positivi Covid, già oggi la Campania potrebbe finire in zona arancione

Il Ministro della Salute alla luce dei nuovi dati allarmanti potrebbe firmare l’ordinanza nelle prossime ora


CAMPANIA – Sono passati due giorni dall’entrata in vigore del nuovo Dpcm e oggi potrebbe esserci il passaggio da zona gialla a zona arancione. La nuova ordinanza del ministro Roberto Speranza potrebbe arrivare già oggi, 7 novembre. La Campania era rientrata nella zona gialla, perché con Rt  più basso rispetto a Lombardia e Calabria.

“La Campania è zona gialla per Rt basso, la trasmissione ha rallentato per ordinanze.  La Campania, gialla? Ha molti casi, ma l’Rt è più basso di Lombardia e Calabria, perché la trasmissione è aumentata nelle scorse settimane, mentre ora abbiamo un Rt basso e molti casi. Evidentemente le ordinanze locali e regionali hanno avuto un certo effetto sulla trasmissione”. Secondo quando specificato da  Giovanni Rezza, medico e dirigente di ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità. Ma visto il boom di contagi di ieri dove si sono registrati 4508 positivi, si sta optando per il passaggio alla zona arancione dove sono previste formule restrittive più dure. Altrimenti, come anticipato da De Luca, tra Natale e Capodanno siamo a rischio lockdown.

Dal documento diffuso dall’ISS sul “monitoraggio del rischio al 30 ottobre, gli scenari di trasmissibilità e la priorizzazione di intervento nazionale” dove si spiegano i criteri con cui si decidono zone rosse, gialle e arancioni, emerge che la situazione della Campania oltrepassa va oltre il rischio moderato dell’area gialla, ma al tempo stesso i ritardi con cui vengono forniti i dati regionali non hanno permesso un’analisi accurata dello stato delle cose.

le osservate speciali sono Liguria, Veneto, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna, oltre alla provincia autonoma di Bolzano. Nel monitoraggio della cabina di regia relativo alla settimana fino al 25 ottobre, le aree in questione erano state messe nella fascia gialla in via “precauzionale”, vista la mancanza di dati completi che definissero precisamente i livelli di rischio. Ma i 21 criteri stabiliti dalle autorità davano già un quadro precario, in alcuni casi, come la Liguria, sbilanciati sul «rischio alto».

Il criterio della saturazione ospedaliera è ormai fondamentale. Nella Regione guidata da Giovanni Toti i posti letto occupati in terapia intensiva e reparti internistici sono passati rispettivamente dal 17% al 42% e dal 30% al 66%. L’Umbria registra rispettivamente il 48 e il 49%, mentre la Toscana avrebbe visto un incremento dell’indice Rt negli ultimi giorni. Stesso quadro per l’Emilia-Romagna, che avendo quattro province con un Rt sopra l’1,5 – e le altre appena sotto – si è già affacciata sullo scenario 4.

Pronta ad affollarsi quindi la zona arancione, che per ora prevedeva solo Puglia e Sicilia. Un quadro destinato a peggiorare: in tutta Italia l’occupazione media delle terapie intensive è arrivata alla soglia di allerta del 30% e quella dei reparti di medicina ha già superato il limite di 5 punti, toccando il 45%. Per quanto riguarda le zone rosse, invece, non dovrebbero esserci novità, almeno per il momento: al livello più alto restano solo Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria.