Zona rossa Campania, De Luca da Fazio: “Il ministero ci dica cosa è successo”

Zona rossa Campania, De Luca da Fazio: “Il ministero ci dica cosa è successo”

Riguardo all’uomo deceduto al Cardarelli, De Luca ha dichiarato: “Ovviamente è un’immagine drammatica e rinnovo il mio cordoglio alla famiglia della vittima”


CAMPANIA – De Luca ieri sera è intervenuto a ‘Che Tempo che fa’ di Fabio Fazio. Riguardo alla scelta della zona rossa della Campania il governatore ha dichiarato: “Io avevo chiesto il mese d’ottobre di dichiarare zona rossa tutta l’italia. Questa decisione è avvenuta dopo ciò che abbiamo visto domenica scorsa sul lungo mare. Ovviamente questa scelta a creato delle zone d’ombra, quello che non ho capito io è che eravamo in zona gialla martedì nel giro di 72 ore siamo passati a zona rossa. Il ministero ci dica cosa è successo”.

Riguardo a questo ‘cambio di rotta’ il presidente ha dichiarato: ” Ho tre ipotesi, la prima: le carte che non sono state lette martedì. La seconda: non sono state lette venerdì. Oppure il Governo non ha retto alla campagna di sciacallaggio contro la Campania. Per noi non cambia niente, noi ci manterremo sulla linea del rigore”.

L’UOMO MORTO AL CARDARELLI

Riguardo all’uomo deceduto al Cardarelli ha dichiarato: “Ovviamente è un’immagine drammatica e rinnovo il mio cordoglio alla famiglia della vittima, ma devo ricordare a tutti quanti che il 17 giugno di quest’anno c’è stato un morto in un ospedale di Milano, in bagno anche lì, e non se n’è accorto nessuno. Il direttore generale del Cardarelli ha fatto un esposto alla Procura, si faranno tutti gli accertamenti e si individueranno tutte le cause di quella morte. Quello che è indegno e animalesco è che quando c’è un deceduto per terra ci sia qualcuno che ha lo stomaco di girare un video e postarlo sui social, e poi scappare dall’ospedale senza il parere dei medici. Mi ha ricordato i video delle formiche negli ospedali, poi abbiamo scoperto che qualche infermiere faceva scorrere le gocce di soluzione di glucosio per attirare le formiche”.