Ansaldi si è tolto la vita: la conferma dell’autopsia

Ansaldi si è tolto la vita: la conferma dell’autopsia

Non è ancora chiaro perché il medico abbia scelto Milano per togliersi la vita né quali siano i motivi che l’hanno spinto al gesto


MILANO – Ansaldi si è suicidato a confermarlo è stata l’autopsia. Nessuna Nessuna rapina, nessun incontro con i suoi assassini, nessuna vendetta, il ginecologo ha fatto tutto da solo. La mano che ha reciso la gola dello stimato professionista 65enne era proprio la sua, quella coperta da un guanto di lattice per non lasciare impronte sul coltello. Da lì sono iniziate le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, che attraverso un lavoro minuzioso sono riusciti a ricostruire una vicenda umanamente complessa. Non è ancora chiaro, come riportato da Fanpage, perché il medico abbia scelto Milano per togliersi la vita né quali siano i motivi che l’hanno spinto al gesto. In questi giorni sono state tante le teorie, dai debiti al rimorso per un’operazione andata male tanti anni fa. L’unica cosa certa è che con lui, negli ultimi minuti, non c’era nessuno.

Ansaldi è arrivato in città nel primo pomeriggio senza avere il ritorno in tasca ma aveva avvertito la famiglia che sarebbe rientrato in giornata. Le immagini recuperate dagli investigatori mostrano il medico ancora in vita e tranquillo dopo le 18.10. La chiave di tutto è stata l’arma del delitto, un coltello da cucina che era accanto al corpo. La Scientifica lo ha repertato con la speranza di poter risalire alle impronte dell’assassino, cosa impossibile visto che la vittima indossava guanti in lattice; proprio come chi non vuole lasciare tracce. Tante le piste battute dagli investigatori: la pista della rapina, seppur con molte perplessità, infatti al 65enne mancavano il cellulare e il portafogli ma accanto al cadavere c’era il Rolex, il bottino più interessante. Le telecamere mostrano Ansaldi a passeggio nel quartiere per diverse ore, come un uomo in cerca di qualcosa. Alla fine sceglie il ponteggio in via Macchi, uno dei pochi punti al riparo dai sistemi di sorveglianza. Il punto è che da quel ponteggio non è uscito nessuno dopo di lui. Il punto finale a questa vicenda è stato messo dall’autopsia. Gli elementi emersi chiudono tutte le altre strade, creando anche un certo imbarazzo nei tanti commentatori che hanno trasformato la morte di Ansaldi in un’occasione di denuncia politica per la presunta insicurezza di Milano.