Boato a Giugliano: ipotesi aereo che ha sfondato il muro del suono

Boato a Giugliano: ipotesi aereo che ha sfondato il muro del suono

Residenti terrorizzati dal frastuono che è durato diversi secondi


GIUGLIANO – Sono state numerosissime le segnalazioni arrivare poco prima delle 22 su di un boato che in alcune zone – in particolare nella fascia costiera giuglianese – ha fatto tremare addirittura le finestre.

Tante le segnalazioni arrivate alle forze dell’ordine che hanno perlustrato alcune zone segnalate senza però trovare qualcosa di riconducibile al boato ascoltato da tantissime persone. Sono stati rinvenuti alcuni veicoli incendiati in zona campo rom ma lo scoppio sembra non essere compatibile con il boato avvertito dalla gente.

Una delle ipotesi percorribili è quella di un aereo che ha sfondato il muro del suono. Potrebbe trattarsi, quindi, di un boom sonico, fenomeno che si ha quando un aeroplano vola a velocità superiore a quella del suono. Circostanza da evidenziare è la presenza della base NATO a Lago Patria dove spesso in zona volano aeroplani militari.

Il muro del suono

Si parla di “muro del suono” perché la resistenza dell’aria aumenta sempre di più con l’aumentare della velocità dell’aereo, diventando elevatissima quando la velocità si approssima a Mach 1 (circa 1200 km/h al livello del mare). Cosa succede in quell’istante? In quel momento le molecole d’aria non fanno più in tempo a spostarsi per lasciare spazio all’aereo e vengono urtate, provocando il famoso fenomeno del “bang” sonico.

Per i meno studiati definiamo il numero di Mach: è un numero adimensionale dato dal rapporto tra la velocità del corpo e la velocità del suono (vale a dire la velocità di propagazione dei “disturbi” che si creano a causa delle particelle di fluido con cui va a impattare il nostro velivolo).

La storia

L’espressione “muro del suono” è stata coniata durante la seconda guerra mondiale quando gli aerei incominciarono a sperimentare gli effetti del volo transonico (aumento di resistenza, vibrazioni delle superfici aerodinamiche e inversione dei comandi) durante le manovre per il bombardamento in picchiata. In queste circostanze gli aerei mostravano dei comportamenti anomali in un’epoca in cui si comprendeva ancora ben poco.

Siccome i velivoli esplodevano in modo inaspettato, come se avessero impattato contro un muro invisibile, divenne uso comune nel linguaggio non scientifico descrivere l’avvicinamento alla velocità del suono con la locuzione “muro del suono“.