Campania, De Luca blocca tutto: “La Campania continua in zona arancione”

Campania, De Luca blocca tutto: “La Campania continua in zona arancione”

Non ci sarà dunque la paventata zona gialla ma il rinnovo delle attuali limitazioni che sarebbero dovute terminare oggi a mezzanotte


CAMPANIA –  La Campania resta zona arancione fino al 24 dicembre, quando, come in tutta Italia, scatterà la zona rossa.  A deciderlo, l’Unità di Crisi della Regione, riunita questa mattina, confermando le limitazioni già in vigore con l’attuale fascia di rischio che sarebbe decaduta a mezzanotte di oggi causa non rinnovo dell’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza.

E così, nuova ordinanza ma regionale: nell’atto in preparazione, e che sarà firmato entro oggi dal presidente Vincenzo De Luca, saranno previste altre misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19. Per le attività di ristorazione sono previsti i ristori stabiliti a livello nazionale: quindi non ci saranno soldi della Regione.

 

“La Campania non cambia colore, rimane come è adesso: arancione. Fino al 24 , poi si adottano le misure anti-Covid nazionali”: è questo. il commento di De Luca, in riferimento al passaggio della regione, a partire da domani, in fascia gialla. Scade infatti, e non sara’ rinnovata, l’ordinanza del ministro Speranza che l’aveva classificata in un’area di rischio più elevata.

Campania arancione dal 20 dicembre 2020 e fino al 23 dicembre 2020

Confermate tutte le misure vigenti alla data odierna per effetto di disposizioni statali – ivi comprese quelle di cui all’art.2 del Dpcm 3 dicembre 2020 (cosiddetta “zona arancione”)  – nonché   regionali (Ordinanza  n. 96 del 10 dicembre 2020 su controlli degli arrivi e limitazioni alla mobilità sul territorio regionale).

Divieto per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle ore 11,00 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche.

Per tutto l’arco della giornata, divieto di consumo di cibi e bibite, anche non alcoliche, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali;Per tutti gli esercizi commerciali, obbligo di misurazione della temperatura corporea agli avventori all’ingresso dei propri locali e di inibire l’ingresso laddove la temperatura risulti superiore a 37,5 °.

Raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorità competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto delle disposizioni vigenti, in particolare nelle zone della cosiddetta movida.

FONTE: FANPAGE.IT

AGGIORNAMENTO – IL COMUNICATO DEL PRESIDENTE DE LUCA:

L’Unità di Crisi della Regione Campania, riunita questa mattina, conferma per la Campania le limitazioni già in vigore con la “zona arancione”. Nell’ordinanza che ho firmato oggi (n. 98 del 19/12/2020) sono previste le seguenti misure di prevenzione e contenimento del contagio da Covid-19. Per le attività di ristorazione sono previsti i ristori stabiliti a livello nazionale.
Con efficacia dal 20 dicembre 2020 e fino al 23 dicembre 2020:
1. Confermate tutte le misure vigenti alla data odierna per effetto di disposizioni statali – ivi comprese quelle di cui all’art.2 del DPCM 3 dicembre 2020 (cd. “zona arancione”) – nonché regionali (Ordinanza n. 96 del 10 dicembre 2020 su controlli degli arrivi e limitazioni alla mobilità sul territorio regionale) ;
2. Divieto per i bar e gli altri esercizi di ristorazione, dalle ore 11,00 del mattino, di vendita con asporto di bevande alcoliche e non alcoliche.
3. Per tutto l’arco della giornata, divieto di consumo di cibi e bibite, anche non alcoliche, nelle aree pubbliche ed aperte al pubblico, ivi comprese le ville e i parchi comunali;
4. Per tutti gli esercizi commerciali, obbligo di misurazione della temperatura corporea agli avventori all’ingresso dei propri locali e di inibire l’ingresso laddove la temperatura risulti superiore a 37,5 ° C.
5. Raccomandazione ai Comuni e alle altre Autorità competenti di intensificare la vigilanza e i controlli sul rispetto delle disposizioni vigenti, in particolare nelle zone della cd. “movida”
6. Raccomandazione ai Comuni ai fini dell’adozione, laddove necessario, di provvedimenti di chiusura temporanea di specifiche aree pubbliche o aperte al pubblico in cui sia impossibile assicurare adeguatamente il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, ai sensi delle disposizioni vigenti, nonché delle disposizioni di cui al precedente punto 3.
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