“Conserve Nostre”: la sfida del Centro Fiamma alla Camorra

“Conserve Nostre”: la sfida del Centro Fiamma alla Camorra

Un’idea che vede coinvolte le nostre tante realtà territoriali di riutilizzo, riqualificazione e valorizzazione dei Beni sottratti alla criminalità o i Beni Comuni abbandonati


CAMPANIA – In un contesto di emergenza sanitaria con conseguenze sociali devastanti, che alla conta dei morti vede sommare le “vittime” economiche, dove le organizzazioni criminali sono pronte a riprendersi spazi, rinvestendo i proventi dal malaffare, dove l’associazionismo paga il prezzo più alto, rischiando di chiudere definitivamente le attività. Oggi diventa più che mai necessario sostenere e rafforzare percorsi di contrasto alla criminalità organizzata.

L’iniziativa articolata e migliorata in questo secondo anno, ha l’ambizione di diventare un progetto economico duraturo, capace di garantire dignità ai tanti soggetti fragili coinvolti, come i ragazzi con disabilità che confezionano i cesti e gli utenti in area penale che coltivano i terreni sottratti alla camorra.

Un’idea che vede coinvolte le nostre tante realtà territoriali di riutilizzo, riqualificazione e valorizzazione dei Beni sottratti alla criminalità o i Beni Comuni abbandonati, che attraverso un lavoro di anni diventano realtà sociali di riferimento.

Un principio di Comunità che promuove un percorso di Agricoltura sociale, etica e biologica che coinvolge tanti di noi, volontari, ortisti, professionisti, che favorisce il reinserimento lavorativo di soggetti fragili o con percorsi di vita svantaggiati.

Un Presidio di Legalità che dalla terra promuove un riscatto sociale e culturale.

Una Visione del Mondo che promuove l’economia sociale contro l’economia criminale.

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