Covid a Napoli, il primario del Cotugno lancia l’allarme: “Terza ondata in arrivo già a Capodanno”

Covid a Napoli, il primario del Cotugno lancia l’allarme: “Terza ondata in arrivo già a Capodanno”

Le parole di Manzillo: “Il governo ha fatto scelte sbagliate, torneranno le richieste di ricoveri e noi dovremo capire come soddisfarle, siamo molto preoccupati”


NAPOLI – La curva dei contagi è in calo ma ancora troppo lentamente. L’inversione di tendenza è evidente soprattutto per i numeri registrati ieri: 647 Covid positivi, di cui 579 asintomatici e 68 con manifestazione di sintomi su 8.441 tamponi effettuati, nonostante ciò esperti e operatori lanciano l’allarme perché la folla in strada non lascia presagire nulla di buono. È ancora troppa la noncuranza verso le misure di prevenzione, troppa la superficialità.

“La terza ondata arriverà già nei giorni a cavallo di Capodanno, quando torneranno le richieste di ricoveri al pronto soccorso e noi dovremo capire come fare per soddisfarle. Siamo molto preoccupati”, queste le parole di Elio Manzillo, primario dell’ottava divisione infettivologica del Cotugno. A preoccupare sono state le immagini dei centri delle città italiane affollati durante l’ultimo fine settimana e i negozi pullulanti di “shopping christmas people”.

“Il governo ha fatto scelte sbagliate – ha continuato Manzillo – e ora prova a rimediare con altre restrizioni. Ma scusate, nel momento in cui si è data la possibilità di uscire e fare shopping, era prevedibile che si verificasse tutto questo. E fa sorridere l’invito a rimanere in pochi la sera della vigilia di Natale e di Capodanno. Chi mai potrebbe controllare in quanti siedono alla stessa tavola? Tutto è lasciato al buon senso delle persone”. Di qui l’invito a mantenere alta l’attenzione, la curva è in calo ma è ancora presto per cantare vittoria, Manzillo dichiara che nel suo reparto non ci sono altri posti letto liberi: “Abbiamo dovuto smistare un paziente perché mancano”.

Nonostante ciò, gli operatori del Cotugno cercano di restituire un briciolo di umanità alla comunità dei pazienti e del personale sanitario impegnato sul campo. È questa l’altra faccia della medaglia, il lato opposto del dolore che è stato generato dal Coronavirus, perché anche se il futuro è incerto e l’attenzione non è mai abbastanza, i sanitari sottolineano l’importanza della solidarietà. Per questo è stato realizzato il presepe Covid. Pastori con la mascherina, tute bianche con scafandro e visiera protettiva. “”Hanno un po’ stressato quello che vivono qui da mesi – spiega Manzillo – portando sul presepe la loro quotidianità fatta di bombole di ossigeno e mascherine che hanno realizzato a mano e con cui hanno bardato i pastori esattamente come fanno loro tutti i giorni. Svolgono un lavoro massacrante – sottolinea – e purtroppo molte volte è un aspetto che sfugge ai più, perché assistere un paziente Covid non è la stessa cosa che assistere un paziente qualunque”.

Intanto non si ferma la ricerca ai vaccini. La direzione generale dell’Azienda ospedaliera dell’Università Vanvitelli ha annunciato ieri l’adesione alla campagna anti-Sars CoV2, con la collaborazione di dipendenti convenzionati, amministratori dell’ Azienda ma anche una rappresentanza del personale degli uffici universitari che lavorano negli spazi del Policlinico, nonché studenti di Medicina e Odontoiatria a partire dal terzo anno e sanitari in formazione. Dalla prima tornata vaccinale sono esclusi coloro che hanno contratto il Covid.