Covid a Napoli, lunghe code all’ingresso dei negozi. Codacons: “Istituire il numero chiuso nelle vie dello shopping”

Covid a Napoli, lunghe code all’ingresso dei negozi. Codacons: “Istituire il numero chiuso nelle vie dello shopping”

“Le immagini circolate in queste ore mostrano la generalizzata violazione degli obblighi sul distanziamento e la presenza di molte persone che circolavano senza mascherina o con le mascherine abbassate”, spiega il presidente Carlo Rienzi


NAPOLI – “Istituire il numero chiuso nelle vie dello shopping di Napoli”. Questo è quanto chiede il Codacons al Prefetto partenopeo. “Migliaia di cittadini si sono riversati nelle strade dello shopping per le compere di Natale, dando vita a code davanti ai negozi e pericolosi assembramenti – spiega il presidente Carlo Rienzi – le immagini circolate in queste ore mostrano la generalizzata violazione degli obblighi sul distanziamento e la presenza di molte persone che circolavano senza mascherina o con le mascherine abbassate”.

“Una situazione di evidente pericolo sul fronte della salute pubblica che il Comune avrebbe dovuto prevenire ed evitare: per tale motivo chiediamo oggi al Prefetto di intervenire per istituire nei weekend il numero chiuso nelle principali strade dello shopping, limitando l’accesso al pubblico in base alla capienza e alle dimensioni delle vie, e intensificando controlli e multe nei confronti dei trasgressori – prosegue Rienzi – E se nei prossimi giorni si assisteranno ad altri assembramenti legati allo shopping di Natale, il Comune sarà denunciato per concorso in epidemia colposa e reati contro la salute pubblica”.

Dopo le immagini di ieri, dove i napoletani hanno affollato le strade più ricche dei negozi della città è partita la richiesta del Codacons. Nel centro storico, nei quartieri della ‘Napoli bene’, da via Foria a via Toledo, passando per via Chiaia fino al Vomero: ovunque famiglie e persone a passeggio, ragazzi ma anche anziani. Inoltre, sono state segnalate file soprattutto all’esterno dei grandi magazzini e delle catene internazionali di capi di abbigliamento e di negozi di articoli sportivi, nonché davanti a profumerie, negozi di bijoutteria e di articoli per la casa.
Il governo valuta la nuova stretta per sette giorni: il 24, il 25, il 26, il 30 dicembre, l’ultimo dell’anno, il 1 gennaio e il 6 gennaio sono giornate cerchiate di rosso per il governo che oggi si è riunito di corsa per fare una valutazione della situazione epidemiologica. La riunione tra il premier Conte e i capi delegazione si è aggiornata a domani quando ci sarà un confronto con il Comitato tecnico scientifico che insiste sulla necessità di stringere ancor più le maglie.