Covid Campania, arrivati i primi frigoriferi speciali per il vaccino: pronti a partire il 15 gennaio

Covid Campania, arrivati i primi frigoriferi speciali per il vaccino: pronti a partire il 15 gennaio

Proprio ieri dalla direzione salute di Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, è partita una nota all’indirizzo dei manager di Asl e ospedali


CAMPANIA – Sono arrivati in Campania i primi frigoriferi speciali , per lo stoccaggio delle fiale della Pfizer, gli altri saranno consegnati dai fornitori entro il 20 dicembre. Tutto deve essere pronto per il 15 gennaio, data prevista per l’arrivo dei vaccini. Le prime dosi potranno essere distribuite alla regione a partire dal mese prossimo. Proprio ieri dalla direzione salute di Palazzo Santa Lucia, sede della Regione Campania, è partita una nota all’indirizzo dei manager di Asl e ospedali. La sollecitazione, come riportato da Il Mattino, proviene da Roma dal commissario da Domenico Arcuri. Un file excel da compilare per avviare la ricognizione delle strutture organizzative coinvolte in vista della fase di somministrazione del vaccino Covid-19 della Pfizer in distribuzione, appunto, tra un mese o poco più.

Arcuri chiede di sapere per ogni Asl il personale referente delle farmacie ospedaliere con i relativi recapiti, la composizione delle equipe vaccinali disponibili (medici, infermieri, Oss, amministrativi), da rendere reperibile sette giorni su sette con turni di otto ore. E poi la composizione dei team mobili (un medico e un infermiere) per raggiungere le Rsa o gli anziani a domicilio. I mezzi a disposizione, le unità e tipologie di freezer, gli spazi interni ed esterni da utilizzare e il numero esatto dei soggetti da vaccinare afferenti alle Rsa. Notizie da trasmettere a Roma inderogabilmente entro domani. In Campania, come riportato da Il Mattino,  sono già stati individuati 25 punti di stoccaggio in un modello articolato in tutte le province con centri hub e unità spoke periferiche. Tutte sedi che saranno dotate di celle frigorifero ad hoc, idonee alla conservazione delle fiale di antidoto, in parte già disponibili in parte ordinate e già consegnate e altre da recapitare entro Natale. A Napoli città il ruolo di hub sarà affidato all’ospedale del mare, a Napoli 2 nord sono coinvolti gli ospedali di Pozzuoli, Ischia, Gugliano e Frattamaggiore. Qui uno dei frigoriferi da 700 libbre è già arrivato gli altri sono in consegna. A Napoli 3 gli hub dove saranno stoccati i vaccini sono due: Nola-Pollena e Castellammare-Gragnano. Anche a Caserta coinvolti i 5 presidi ospedalieri: Aversa (che già possiede i frigoriferi dell’emoteca), Marcianise, Maddaloni, Sessa Aurunca e Piedimonte Matese. Allo stesso nodo si sono regolate le Asl di Avellino, Benevento e Salerno. Nella prima fase sarà il personale sanitario e i convenzionati, (compresi i dipendenti dei fornitori di beni e servizi) ad essere sottoposto alla profilassi. A seguire toccherà al personale e agli utenti ospiti delle strutture di ricovero per anziani (Rsa). Una platea vasta di circa 130 mila persone compresi gli amministrativi che assorbirà per buona parte il contingente dei primi lotti di 340 mila dosi in arrivo in Campania da somministrare in doppie dosi. Ai giovani e sani toccherà dunque vaccinarsi per ultimi.

Lo sforzo organizzativo previsto è imponente. In totale l’Italia ha opzionato 202 milioni di dosi, oltre ai 26,92 milioni di fiale di Pfizer/Bnt quelli di AstraZeneca (40,38 milioni di dosi), Johnson&Johnson (53,84), Sanofi (40,38), CureVac (30,28) e Moderna (10,768 milioni). Lo scoglio da superare è quello della logistica e della somministrazione. Anche se non per tutti è presente l’ostacolo della temperatura e della filiera del freddo da rispettare quasi per tutti è previsto un richiamo entro un tempo prestabilito a 15, 18 o 21 giorni. L’organizzazione deve essere attenta a non creare spreco. Peraltro i vaccini vanno allestiti in quanto con ogni fiala si ricavano cinque dosi da somministrare entro un certo tempo. Bisogna diluire, estrarre, preparare le fiale. I piani in Campania in quasi tutte le Asl cono già delineati ma la parte difficile non quella iniziale quanto quella generale. Servirà una rete capillare che coinvolgerà tutti gli enti pubblici dei territori. Ogni presidio ospedaliero dovrà essere in condizione di vaccinare almeno 2mila persone o più persone ma con multipli di mille in 15 giorni. Per ogni presidio ospedaliero così individuato il numero di personale operante al suo interno, a qualunque titolo; il numero di personale sanitario e sociosanitario del territorio, che potrà raggiungere il presidio ospedaliero in non più di 30-60 minuti.